Da marzo 2026 viene eliminato l’obbligo di conservare per 10 anni le ricevute POS.
Con le nuove disposizioni previste dal decreto PNRR, diciamo addio all’obbligo di conservare le ricevute cartacee dei pagamenti elettronici. Una semplificazione concreta che riduce carta, archivi e burocrazia. Se nella tua attività utilizzi il POS ogni giorno, questa novità ti riguarda direttamente.
Continua a leggere, analizziamo nel dettaglia questa nuova misura.
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Cosa cambia da marzo 2026?
Stop alla conservazione delle ricevute POS
Il decreto PNRR elimina l’obbligo di conservare per 10 anni le ricevute cartacee generate dai terminali POS per pagamenti con:
- carte di credito;
- carte di debito;
- bancomat;
- carte prepagate.
Perché la conservazione era superflua
Le ricevute POS non sono documenti contabili: attestano il pagamento, ma non sono indispensabili né per il bilancio né per la dichiarazione fiscale.
Questa modifica supera l’applicazione dell’articolo 2220 del Codice Civile alle ricevute POS, obbligo che molte associazioni di categoria consideravano un aggravio burocratico non necessario.
L’obiettivo della normativa
Per dimostrare il pagamento saranno sufficienti:
- estratti conto bancari;
- comunicazioni degli intermediari finanziari;
- documentazione digitale completa e consultabile.
Questo vale anche quando la normativa fiscale richiede la tracciabilità del pagamento.
Se il movimento risulta dallo scontrino e dall’estratto conto, la ricevuta POS non sarà più necessaria.
I documenti che restano obbligatori
Restano invece obbligatori:
- scontrini fiscali
- fatture
- ricevute fiscali
La semplificazione riguarda esclusivamente la ricevuta del terminale POS, non la certificazione del corrispettivo.
Crescono i pagamenti digitali in Italia
Una semplificazione vera, che si inserisce in un contesto di forte crescita dei pagamenti elettronici, soprattutto nel commercio e nel turismo.
Secondo analisi di Confesercenti, infatti, nel 2025 i POS attivi in Italia hanno raggiunto circa 3,87 milioni, in crescita rispetto ai 3,75 milioni del 2024. Proprio per questo, la normativa si sta adattando: meno carta, ma più integrazione digitale tra sistemi.
Collegamento obbligatorio tra POS e registratore telematico
La semplificazione non si ferma alle ricevute POS ma far parte di un percorso è più ampio, che è già iniziato. Dal 1° gennaio 2026, infatti, è scattato l’obbligo di collegare il POS al registratore telematico che trasmette i corrispettivi all’Agenzia delle Entrate.
Il collegamento:
- avverrà online
- tramite l’area riservata dell’Agenzia
- non richiederà collegamenti fisici tra dispositivi
L’obbligo riguarda tutti i soggetti che certificano i corrispettivi e accettano pagamenti elettronici, inclusi POS tradizionali, terminali mobili, sistemi collegati a tablet o smartphone ed e-commerce integrati.
Verso lo scontrino completamente digitale: le prossime tappe
Ma non si ferma qui.
Questa la roadmap prevista verso la digitalizzazione documentale:
- 1° gennaio 2027: adeguamento per la grande distribuzione;
- 1° gennaio 2028: estensione agli operatori con volume d’affari superiore a una soglia definita;
- 1° gennaio 2029: coinvolgimento di tutti gli altri esercenti.
L’obiettivo finale è la progressiva dematerializzazione degli scontrini e una gestione interamente digitale dei corrispettivi.
Impatto per l’impresa
Per l’impresa significa:
- meno carta da archiviare;
- meno costi amministrativi;
- semplificazione nella gestione documentale;
- maggiore allineamento con la digitalizzazione dei pagamenti.
Il POS non è più solo uno strumento di incasso, ma è parte integrante del tuo sistema fiscale e contabile. Ciò significa che la gestione amministrativa della tua impresa deve essere sempre più organizzata e coerente con i flussi digitali.
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FAQ ricevute POS: le risposte alle tue domande
Con il decreto PNRR, da marzo 2026 non sarà più obbligatorio conservare per dieci anni le ricevute cartacee rilasciate dai terminali POS per pagamenti effettuati con carte di credito, debito o prepagate.
No, lo scontrino rilasciato dal POS non è un documento fiscale e non ha validità ai fini della dichiarazione dei redditi o dell’IVA. È semplicemente una prova dell’avvenuto pagamento.
Non sarà più obbligatorio conservare la ricevuta cartacea del POS per provare un pagamento elettronico. La transazione potrà essere dimostrata tramite documentazione digitale, come estratti conto o comunicazioni bancarie, a condizione che riportino in modo chiaro e tracciabile i dati dell’operazione.