Assegnazione agevolata dei beni ai soci 2026: imposta sostitutiva all’8% (10,5% per società di comodo)
L’assegnazione agevolata dei beni ai soci rappresenta un’opportunità per le società di trasferire asset ai propri soci beneficiando di una tassazione ridotta. Per questo motivo, viene prorogato il trasferimento di beni ai soci mediante il pagamento di un’imposta sostitutiva agevolata. La Legge di Bilancio 2026, infatti, conferma la possibilità per le società di trasferire beni ai soci pagando un’imposta sostitutiva agevolata: 8% per le società ordinarie e 10,5% per le società di comodo.
Continua a leggere per capire come funziona l’assegnazione agevolata, i requisiti necessari e se conviene applicarla nella tua impresa.
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Come funziona l’assegnazione agevolata beni ai soci?
- Cos’è l’assegnazione agevolata beni ai soci
- Quanto costa l’assegnazione agevolata 2026
- Chi può beneficiare dell’assegnazione agevolata beni ai soci
- Quali sono i beni oggetto di assegnazione agevolata
- Quali sono le condizione per accedere all’agevolazione
- Quando scade l’assegnazione agevolata
- Quali sono i vantaggi dell’assegnazione agevolata di beni ai soci
- Guida sintetica all’assegnazione agevolata dei beni ai soci – Legge di Bilancio 2026
- Conclusioni: perché utilizzarla?
- FAQ assegnazione beni ai soci: le risposte alle tue domande
Cos’è l’assegnazione agevolata beni ai soci
La Legge di Bilancio 2026 articolo 1, commi 35-41 conferma il regime fiscale agevolato per l’assegnazione di beni ai soci. Questa misura consente alle società di trasferire ai soci beni non più utilizzati per l’attività (come immobili o altri asset) con vantaggi fiscali rilevanti.
L’agevolazione consente di calcolare le tasse sul valore catastale dell’immobile invece che sul prezzo di mercato. In questo modo, le imposte sono più basse.
Obiettivo dell’agevolazione
È un modo semplice e conveniente per trasferire beni aziendali che non servono più all’attività, snellendo il patrimonio senza pagare troppo al Fisco.
Quanto costa l’assegnazione agevolata 2026
Quando una società assegna o cede beni ai soci o si trasforma in una società semplice, deve calcolare e pagare una tassa entro il 30 settembre 2026.
Ecco le aliquote 2026 per l’assegnazione agevolata di beni ai soci.
| Imposta sostitutiva | Aliquota | Quando si applica | Note |
|---|---|---|---|
| Ordinaria | 8% | Sulla differenza tra il valore attuale dei beni (valore di mercato) e il costo fiscalmente riconosciuto | Applicabile alle società ordinarie |
| Società di comodo | 10,5% | Società non operative per almeno 2 dei 3 periodi d’imposta precedenti all’assegnazione | L’aliquota più alta riflette la condizione di società di comodo |
Esempio di assegnazione agevolata di un immobile a un socio
Una SRL possiede un appartamento non utilizzato nell’attività aziendale e decide di assegnarlo a un socio.
| Voce | Assegnazione agevolata | Cessione ordinaria |
|---|---|---|
| Valore immobile | €300.000 | €300.000 |
| Costo fiscale iniziale | €200.000 | €200.000 |
| Plusvalenza | €100.000 | €100.000 |
| Aliquota fiscale | 8% imposta sostitutiva | 24% IRES ordinaria |
| Imposta da pagare | €8.000 | €24.000 |
| Risparmio | Risparmio significativo | Nessun beneficio fiscale |
Chi può beneficiare dell’assegnazione agevolata beni ai soci
L’assegnazione agevolata dei beni ai soci è utilizzabile da:
- società in nome collettivo (SNC),
- società in accomandita semplice (SAS),
- società a responsabilità limitata (SRL)
- società per azioni e in accomandita per azioni (SAPA);
- Società per azioni (SPA).
Inoltre, le società che gestiscono beni non strumentali e che si trasformeranno in società semplici entro il 30 settembre 2025 possono beneficiare di questo regime.
Chi non può beneficiare
Sono esclusi dall’agevolazione:
- enti non commerciali;
- società non residenti senza stabile organizzazione in Italia.
Quali sono i beni oggetto di assegnazione agevolata
Il regime fiscale agevolato si applica a:
- beni immobili non strumentali: beni non utilizzati nell’attività d’impresa;
- beni mobili registrati: non utilizzati come beni strumentali nell’esercizio dell’attività d’impresa.
Quali sono i beni esclusi
Sono esclusi:
- immobili strumentali per natura e destinazione;
- beni mobili registrati strumentali (es. flotte aziendali, aeromobili didattici).
Quali sono le condizione per accedere all’agevolazione
Per beneficiare delle operazioni agevolate, è fondamentale rispettare il requisito di anzianità dei soci:
- la qualifica di socio deve essere posseduta entro il 30 settembre 2025.
Come dimostrare l’anzianità dei soci
La dimostrazione può avvenire tramite:
- iscrizione nel libro soci entro il 30 settembre 2025, o entro il 31 gennaio 2026 se supportata da titolo con data certa anteriore al 1° ottobre 2025;
- oppure tramite idoneo titolo nei casi di società senza libro soci.
Chi deve possedere il requisito
Il requisito va verificato solo per i soci che ricevono l’assegnazione o la cessione.
Nel caso di trasformazione in società semplice, il requisito deve essere posseduto da tutti i soci partecipanti.
Quando scade l’assegnazione agevolata
L’imposta sostitutiva va versata in due rate:
- 60% entro il 30 settembre 2026;
- 40% entro il 30 novembre 2026.
Il versamento deve essere effettuato tramite il modello F24 secondo le modalità stabilite dal Decreto Legislativo n. 241 del 1997.
Quali sono i vantaggi dell’assegnazione agevolata di beni ai soci
I vantaggi dell’assegnazione agevolata di beni ai soci sono:
- tassazione ridotta;
- utilizzo del valore catastale;
- ristrutturazione patrimoniale semplificata.
Tassazione ridotta
L’assegnazione dei beni consente di applicare un’imposta sostitutiva sulle plusvalenze realizzate, fissata all’8%. Se la società è non operativa, l’aliquota sale al 10,5%. Un risparmio significativo rispetto alla tassazione ordinaria, che possono essere più elevate.
Utilizzo del valore catastale
Per il calcolo delle plusvalenze, ad esempio di un immobile, è possibile utilizzare il valore catastale anziché il valore normale di mercato. L’utilizzo del valore catastale permette di ridurre l’importo dell’imposta da versare.
Ristrutturazione patrimoniale semplificata
L’assegnazione agevolata permette di distribuire più facilmente i beni non strumentali ai soci, semplificando la ristrutturazione patrimoniale della società e la fuoriuscita dal regime d’impresa di beni non più funzionali all’attività aziendale.
Guida sintetica all’assegnazione agevolata dei beni ai soci – Legge di Bilancio 2026
| Profilo | Dettagli |
| Operazioni agevolate | Assegnazione e cessione di beni ai soci |
| Soggetti ammessi | SpA, SAPA, SRL, SNC, SAS, società di armamento, società di fatto commerciali, anche in liquidazione se in possesso dei requisiti |
| Soggetti esclusi | Enti non commerciali, società non residenti con stabile organizzazione in Italia |
| Requisiti dei soci | – Solo i soci beneficiari per assegnazione/cessione – Tutti i soci per trasformazione |
| Beni assegnabili | – Immobili patrimonio, immobili merce, immobili strumentali per natura ma non per destinazione – Beni mobili registrati non strumentali all’attività (auto, natanti, aeromobili non essenziali) |
| Beni esclusi | – Immobili strumentali per natura e destinazione – Beni mobili registrati strumentali all’attività (auto di società di noleggio, aeromobili di scuole di volo) |
| Cambio destinazione | Ammesso per acquisire lo status di bene non strumentale senza rischi di abuso |
| Vantaggi fiscali diretti (IRPEF/IRES/IRAP) | – Valore catastale al posto del valore normale per immobili – Imposta sostitutiva su plusvalenze/differenziali: 8% (10,5% per società non operative) – Incremento del costo fiscale delle partecipazioni |
| Vantaggi imposte indirette | – Imposta di registro proporzionale ridotta (dimezzata) – Imposte ipotecaria e catastale in misura fissa |
| Termini | Assegnazioni, cessioni e trasformazioni agevolate fino al 30 settembre 2026 |
| Versamento imposta sostitutiva | – 60% entro il 30 settembre 2026 e 40% entro il 30 novembre 2026 – Possibile ravvedimento per pagamenti omessi, insufficienti o tardivi |
Conclusioni: perché utilizzarla?
L’assegnazione agevolata dei beni ai soci rappresenta un’opportunità strategica per le imprese che vogliono riorganizzare il proprio patrimonio evitnado di pagare troppe tasse. È fondamentale valutare attentamente i vantaggi e le implicazioni fiscali di questa operazione, in base alla specifica situazione aziendale.
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FAQ assegnazione beni ai soci: le risposte alle tue domande
L’assegnazione dei beni è soggetta a imposta sostitutiva dell’8% applicata sulla differenza tra valore normale e costo fiscalmente riconosciuto dei medesimi beni. L’aliquota sale al 10,5% per le società non operative.
La base imponibile dell’imposta sostitutiva sulle imposte sui redditi e sull’IRAP è calcolata come la differenza tra il valore normale dei beni assegnati (ossia il loro valore di mercato) e il costo fiscalmente riconosciuto (ossia valore contabile del bene già registrato).
L’assegnazione dei beni ai soci è l’operazione con cui una società trasferisce ai propri soci beni presenti nel patrimonio aziendale (ad esempio immobili, terreni o altri asset). Con la versione agevolata, introdotta più volte dal legislatore, è possibile trasferire i beni pagando un’imposta sostitutiva ridotta invece delle imposte ordinarie, ottenendo così un risparmio fiscale.
L’assegnazione dei beni ai soci avviene attraverso una delibera dell’assemblea che approva l’operazione. Se necessario, viene effettuata una perizia di stima dei beni. Successivamente si procede al trasferimento formale dei beni ai soci, con atto notarile in caso di immobili, e infine alla registrazione fiscale e al pagamento dell’imposta sostitutiva.
L’imposta sostitutiva è a carico della società che effettua l’assegnazione. Il socio riceve i beni senza pagare ulteriori imposte dirette, anche se possono esserci imposte di registro, ipotecarie e catastali, anch’esse agevolate.
Secondo la Legge di Bilancio 2026, la scadenza per usufruire dell’assegnazione agevolata è fissata a al pagamento del 60% entro il 30 settembre 2026 e il 40% entro il 30 novembre 2026 (salvo proroghe).