Dal 1° gennaio 2029, ogni bonifico tra imprese per cessioni di beni e prestazioni di servizi sarà soggetto alla ritenuta dell’1%.
La modifica dell’articolo 25 del Dpr 600/1973 è destinata a cambiare radicalmente i rapporti commerciali B2B. Una vera rivoluzione nella ritenuta d’acconto bonifici imprese: non si tratta solo di un anticipo di tasse, ma di un enorme aggravio burocratico che trasforma ogni azienda in sostituto d’imposta per i propri fornitori. Tuttavia, il Governo ha previsto una precisa via d’uscita: l’esenzione totale per chi aderisce al concordato preventivo biennale o al regime di adempimento collaborativo.
Continua a leggere per scoprire come funziona il nuovo meccanismo e come evitare la ritenuta.
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Quando si applica la ritenuta dell’1%?
Cos’è la ritenuta d’acconto tra imprese
La Legge di Bilancio 2026 punta a riscrivere le regole dei pagamenti aziendali. La norma prevede che, a partire dal 2029, ogni volta che un’impresa effettua un pagamento a un’altra impresa (o professionista) per l’acquisto di beni o servizi, deve operare una ritenuta dell’1% a titolo di acconto.
Come funziona la ritenuta d’acconto bonifici imprese
| Cosa riguarda | Vendite di beni e servizi tra imprese (B2B) |
| Chi la subisce | L’impresa che riceve il pagamento (fornitore) |
| Chi la versa | L’impresa che compra (cliente), che trattiene l’1% e lo versa al Fisco |
| Aliquota | 1% sull’importo pagato |
Uno scenario surreale che rischia di compromettere la gestione amministrativa e contabile di ogni imprese. Soprattutto se pensiamo a quelle aziende che, mensilmente, hanno migliaia di fatture.
Gestire una mole di Certificazioni Uniche per ogni singola transazione commerciale potrebbe paralizzare gli uffici amministrativi delle imprese, rendendo la gestione dei flussi di cassa e degli adempimenti molto più onerosa rispetto a oggi.
Ritenuta 1% sui bonifici B2B – Esempio pratico
Vediamo come funziona la ritenuta dell’1% sui bonifici B2B, attraverso un’analisi sintetica.
| Voce | Importo / Descrizione |
|---|---|
| Importo fattura | 10.000 € |
| Percentuale ritenuta | 1% |
| Ritenuta applicata | 100 € (1% di 10.000 €) |
| Importo bonificato al fornitore | 9.900 € |
| Importo trattenuto dal cliente | 100 € |
| Obbligo del cliente | Versare la ritenuta all’Agenzia delle Entrate |
| Effetto per il fornitore | Incassa 9.900 € ma fiscalmente rileva 10.000 € |
| Recupero della ritenuta | In dichiarazione dei redditi |
Sintesi
Fattura da 10.000 € -> bonifico da 9.900 € -> 100 € trattenuti e versati allo Stato.
Perché introdurre una misura così impattante
L’obiettivo del Governo è spingere il concordato preventivo biennale.
La norma, infatti, introduce una clausola di salvaguardia fondamentale per evitare la ritenuta.
Quando non si applica la ritenuta dell’1%
La ritenuta non si applica se il beneficiario del pagamento (il fornitore) ha aderito a:
- concordato preventivo biennale: il patto con il Fisco che blocca le tasse per due anni in base a una proposta di reddito concordata;
- regime di adempimento collaborativo: riservato alle grandi imprese che instaurano un rapporto di trasparenza costante con l’Agenzia delle Entrate.
Ma davvero conviene aderire al CPB? Scoprilo di più: Concordato Preventivo Biennale: conviene alla tua impresa?
Non si applica nemmeno alle operazioni già presidiate da specifiche ritenute (es. bonifici edilizi).
Impatto sulla liquidità e sulle scelte strategiche
L’entrata in vigore sia fissata al 1° gennaio 2029, ma l’impatto strategico è immediato. Le imprese si troveranno presto di fronte a un bivio:
- subire la ritenuta dell’1% su ogni fattura incassata con conseguente riduzione della liquidità immediata;
- incassare il 100% delle fatture senza ritenute e liberarsi dagli oneri burocratici collegati, garantendosi al contempo certezza sul carico fiscale.
Un dilemma facilmente risolvibile se pensiamo agli svantaggi di accordarsi con il Fisco attraverso il concordato preventivo biennale, senza prendere in considerazione alternative più vantaggiose per ridurre legalmente il carico fiscale.
Come prepararsi al cambiamento
L’introduzione della ritenuta è un chiaro segnale: il Fisco sta chiudendo il cerchio intorno all’evasione e spinge verso modelli di compliance premiale. Per gli imprenditori, ignorare questa novità significa rischiare di trovarsi, nel 2029, con un ufficio amministrativo sovraccarico e liquidità in meno.
Tra nuovi obblighi burocratici e anticipi di cassa forzati, chi non pianifica è destinato a subire un carico fiscale e amministrativo sempre più pesante, vedendo erodere i propri margini anno dopo anno.
L’unico modo per invertire la rotta è dotarsi di strumenti di pianificazione che proteggano la ricchezza prodotta.
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