“Cos’è il TFM e a cosa serve?”. “Quando conviene prevedere un TFM per l’amministratore?”. “Quali sono i vantaggi fiscali del Trattamento di Fine Mandato?” In questa guida rispondiamo in modo chiaro, diretto e approfondito a tutte le domande più frequenti che imprenditori e professionisti ci pongono ogni giorno sul TFM.
Uno strumento contrattuale spesso sottovalutato, ma strategico per ottimizzare la fiscalità, pianificare l’uscita dell’amministratore e trasferire liquidità in modo efficiente e fiscalmente vantaggioso. Scopri come funziona il TFM, quando è opportuno inserirlo nello statuto o in un accordo a parte, quali benefici fiscali offre.
Abbiamo raccolto tutte le risposte in formato FAQ, per permetterti di trovare subito ciò che ti interessa, anche se non sei un esperto in pianificazione e risparmio fiscale.
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FAQ TFM: tutte le risposte alle domande frequenti
- Cos’è il TFM (Trattamento di Fine Mandato?
- Chi può utilizzare il TFM?
- Quali sono i requisiti per utilizzare il TFM?
- Quali sono i vantaggi del TFM per le piccole imprese?
- Quali errori evitare nella gestione del TFM?
- Come viene tassato il TFM?
- Si può anticipare o riscattare il TFM prima della fine del mandato?
- Quali sono i vantaggi del TFM per l’amministratore?
- Quali strumenti esistono per finanziare il TFM?
- Il TFM è adatto per le piccole imprese?
- Quali sono le differenze TFM e TFR?
- Come si può prevedere il TFM in azienda?
- Quanto deve valere il TFM?
- Quando viene tassato il TFM?
- Quando è deducibile il TFM?
- Come accantonare il TFM?
- Come si deduce il TFM?
- Il TFM è pignorabile?
- Chi delibera il TFM?
- Hai ancora domande sul TFM?
Cos’è il TFM (Trattamento di Fine Mandato?
Il Trattamento di Fine Mandato (TFM) è un’indennità compensativa erogata ai dirigenti e agli amministratori al termine del loro mandato. L’indennità, che è facoltativa, viene accantonata di anno in anno attraverso la Polizza TFM. Serve a remunerare il lavoro svolto e garantire una sicurezza economica una volta concluso l’incarico.
Chi può utilizzare il TFM?
Il TFM può essere utilizzato da tutte le società:
- SRL: previsto nello statuto o istituito dai soci in un secondo momento attraverso una delibera assembleare;
- SRLS: a differenza della SRL tradizionale, le srls dispongono di un atto costitutivo standardizzato che non consentirebbe l’integrazione del trattamento di fine mandato (TFM). Di conseguenza, non possono apportare modifiche per adottare il TFM. Anche se una risposta dell’AdE offre una certa speranza, essa non fornisce riferimenti specifici, trattando esclusivamente le società di capitali.
- SAS o SNC: che siano sas (società accomandita semplice) o snc (società in nome collettivo), anche queste forme giuridiche possono usare il TFM. A differenza della srl, è più complicato applicarlo. Per essere usato nelle società di persone, infatti, deve essere presente nell’atto costitutivo, in quanto non ci sono assemblee come succede nella srl. Ciò significa che sulle società di persone già costituite è praticamente quasi impossibile l’utilizzo del TFM.
Quali sono i requisiti per utilizzare il TFM?
Il TFM deve essere riconosciuto se è previsto dallo statuto della società, oppure attraverso un’esplicita delibera assembleare dei soci. La delibera, per l’utilizzo del TFM, deve essere eseguita con attenzione, considerando la necessità di una “data certa” e deve precedere la nomina dell’amministratore. In pratica, deve essere fatta prima che l’amministratore venga nominato per poter dedurre gli accantonamenti del TFM seguendo il principio di competenza (ovvero in ogni esercizio in cui vengono accantonati).
Quali sono i vantaggi del TFM per le piccole imprese?
L’utilizzo del TFM permette alle piccole imprese di beneficiare di due vantaggi. L’accantonamento del TFM rappresenta un costo deducibile per l’azienda. Con i dovuti accorgimenti – anche perché il TFM offre opportunità e nasconde anche insidie – può essere dedotto per competenza e quindi utilizzato per abbattere la base imponibile sulla quale calcolare le imprese dirette.
Quali errori evitare nella gestione del TFM?
Gli errori più comuni nell’utilizzo del TFM riguardano la mancata previsione con data certa nell’atto costitutivo o in delibere assembleari, che è essenziale per rendere l’impegno giuridicamente vincolante e fiscalmente valido. Un accantonamento irregolare, non supportato da scritture contabili adeguate o da un piano coerente, rischia di essere contestato dall’Agenzia delle Entrate. Infine, la sottovalutazione degli aspetti fiscali può compromettere la deducibilità del TFM e far perdere il vantaggio principale dello strumento, ovvero quello di ottimizzare il carico fiscale in modo lecito e pianificato.
Come viene tassato il TFM?
Il Trattamento di Fine Mandato (TFM) se correttamente deliberato in assemblea e previsto dallo statuto o da un’apposita delibera, il TFM può beneficiare di un regime fiscale agevolato rispetto al normale compenso amministratore.
Infatti, al momento della sua erogazione, il TFM può essere assoggettato a tassazione separata – più favorevole rispetto all’ordinaria tassazione IRPEF progressiva – evitando che l’intero importo venga sommato agli altri redditi percepiti in quell’anno.
Si può anticipare o riscattare il TFM prima della fine del mandato?
A differenza del TFR, il TFM non consente anticipazioni nel corso del mandato, poiché si tratta di un’indennità legata alla cessazione dell’incarico. Tuttavia, in caso di interruzione anticipata del mandato, è possibile riscattare l’importo maturato fino a quel momento, anche se non si è giunti al termine naturale dell’incarico.
Quali sono i vantaggi del TFM per l’amministratore?
L’amministratore, oltre a ricevere una buonuscita come un normale dipendente, al termine del proprio lavoro, beneficia anche di vantaggi fiscali grazie all’utilizzo del TFM. La tassazione del TFM, infatti, è separata.
La tassazione separata è una grande occasione perché il TFM viene tassato in base all’aliquota Irpef media degli ultimi 2 anni. Se negli ultimi due anni l’amministratore è stato soggetto all’aliquota del 23%, la stessa percentuale verrà applicata al Trattamento di Fine Mandato (TFM). Questa tassazione avviene al momento della liquidazione all’amministratore, cioè quando termina il rapporto di collaborazione con la società.
In più, l’utilizzo del TMF aiuta a creare un capitale impignorabile al riparo dai rischi d’impresa
Quali strumenti esistono per finanziare il TFM?
Uno degli strumenti più utilizzati per finanziare il TFM è la polizza assicurativa dedicata, intestata alla società e con l’amministratore come beneficiario. Questo strumento consente all’azienda di accantonare annualmente i premi assicurativi, creando nel tempo una provvista certa per far fronte all’obbligo futuro. Inoltre, la polizza offre vantaggi sia finanziari che fiscali: il capitale viene investito e può crescere nel tempo, mentre i premi accantonati possono essere dedotti dal reddito d’impresa, a condizione che siano rispettati i requisiti previsti dalla normativa. In questo modo, l’azienda garantisce la copertura del TFM senza pesare eccessivamente sulla liquidità aziendale, integrando la misura in una strategia di pianificazione finanziaria efficiente.
Il TFM è adatto per le piccole imprese?
Il TFM è adatto a tutte le società, che siano piccole o medie imprese visti in vantaggi fiscali associati al suo utilizzo. La sua adattabilità alle piccole imprese dipende da vari fattori, tra cui la struttura aziendale, le pratiche retributive e le politiche interne. Senza dubbio, però, resta uno dei principali strumenti di pianificazione fiscale, finalizzati alla riduzione delle tasse, più importanti e vantaggiosi che ci siano.
Quali sono le differenze TFM e TFR?
Il TFM (Trattamento di Fine Mandato) è un compenso riconosciuto agli amministratori al termine del loro incarico; è facoltativo, deve essere deliberato e può offrire vantaggi fiscali se accantonato correttamente. Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto), invece, è obbligatorio per i dipendenti e spetta automaticamente alla fine del rapporto di lavoro. In sintesi: il TFM è per amministratori e serve alla pianificazione fiscale; il TFR è per dipendenti e tutela il lavoratore.
Come si può prevedere il TFM in azienda?
Il TFM deve essere previsto nello statuto societario oppure deliberato formalmente dall’assemblea dei soci, perché solo in questo modo si configura come un obbligo giuridico per la società. È fondamentale che tale previsione abbia data certa anteriore all’inizio del mandato dell’amministratore. In assenza di questo requisito, si rischia che l’Agenzia delle Entrate contesti la deducibilità del costo per la società e la tassazione separata per l’amministratore, compromettendo i benefici fiscali che rendono il TFM uno strumento così vantaggioso.
Quanto deve valere il TFM?
L’importo del TFM amministratore viene stabilita direttamente dai soci in assemblea: non esiste una legge che stabilisce il valore reale dell’indennità. Tuttavia, non è consentito ugualmente abusare. Il calcolo del TFM deve essere ragionevole e congruo alla realtà dell’impresa. In particolare, può essere stabilito attraverso una percentuale legata gli utili della società o alla redditività della stessa.
Quando viene tassato il TFM?
Il TFM viene tassato al momento della sua erogazione, ovvero quando l’amministratore percepisce effettivamente l’indennità. Se il TFM è stato correttamente previsto con data certa e accantonato annualmente, la tassazione può essere agevolata. Anche se si prevede di riservare un TFM di 1.000.000 euro per 20 anni, l’amministratore potrebbe essere tassato al tasso di Irpef più basso, ovvero al 23% su tale importo.
Quando è deducibile il TFM?
Il TFM è deducibile per la società solo se rispetta determinati requisiti formali: deve essere deliberato con data certa antecedente all’inizio del mandato e devono essere effettuati accantonamenti regolari durante gli esercizi di competenza. In mancanza di questi elementi, la deducibilità viene negata dall’Agenzia delle Entrate.
Come accantonare il TFM?
L’accantonamento del TFM deve essere accantonato annualmente nel bilancio della società, in base ai criteri stabiliti dall’atto costitutivo o dalla delibera assembleare. È consigliabile utilizzare strumenti assicurativi o fondi dedicati, così da garantire liquidità futura e una gestione finanziaria efficiente.
Come si deduce il TFM?
Per dedurre il TFM dal reddito d’impresa, è necessario che sia stato previsto in modo formale (statuto o delibera con data certa) e che gli accantonamenti siano stati effettuati anno per anno. Solo in questo caso la società può portare in deduzione il costo nelle rispettive annualità.
Il TFM è pignorabile?
Il TFM può essere accantonato mediante una polizza assicurativa diventando un prezioso salvadanaio per l’imprenditore. Per l’imprenditore rappresenta un rifugio sicuro, poiché le polizze assicurative sono al riparo da qualsiasi pignoramento.
Chi delibera il TFM?
Il TFM deve essere deliberato dall’assemblea dei soci. In alternativa, può essere previsto direttamente nello statuto societario. In entrambi i casi, la delibera deve essere formalizzata con data certa prima dell’inizio del mandato per avere validità fiscale.
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