Le imprese hanno la possibilità di ridurre di due anni i termini di accertamento fiscale: l’Agenzia delle Entrate potrà effettuare controlli su IVA e redditi solo per 3 anni anziché 5, se vengono rispettate specifiche condizioni. L’articolo 3 del D.Lgs. n. 127/2015 stabilisce che questo vantaggio si applica alle aziende che garantiscono la tracciabilità delle operazioni di importo superiore a 500 euro, da segnalare nella dichiarazione dei redditi.
In questo articolo vedremo:
- come funziona la riduzione dei termini di accertamento fiscale;
- i vantaggi per imprese con esempi concreti;
- le condizioni necessarie per accedere al beneficio;
- gli adempimenti da rispettare per ottenere questa agevolazione.
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Sai come ridurre i termini?
Cos’è la riduzione dei termini di accertamento fiscale?
La riduzione dei termini di accertamento fiscale di due anni è un’agevolazione riconosciuta alle imprese che limita il periodo in cui l’Agenzia delle Entrate può effettuare controlli su IVA e imposte sui redditi.ì Normalmente, il termine di accertamento è di cinque anni, ma le aziende che rispettano determinati requisiti possono beneficiare di una riduzione a tre anni.
L’agevolazione ha l’obiettivo di incentivare comportamenti virtuosi da parte delle imprese a utilizzare mezzi tracciali per gli incassi e i pagamenti, aumentando la trasparenza fiscale e riducendo il rischio di contenziosi prolungati. Tuttavia, per accedere a questo vantaggio, le imprese devono rispettare determinate condizioni.
Condizioni per ottenere la riduzione dei termini di accertamento
Le condizioni per ottenere la riduzione sono le seguenti:
- tracciabilità pagamenti: gli incassi e i pagamenti superiori a 500 euro devono effettuati attraverso strumenti tracciabili (bonifici bancari, carte di credito o assegni non trasferibili);
- fatturazione elettronica: è obbligatorio emettere fattura elettronica o registrare i corrispettivi in modalità telematica;
- comunicazione nella dichiarazione dei redditi: le imprese sono tenuti a comunicare il rispetto delle condizioni nella dichiarazione dei redditi che varia in base al contribuente:
- rigo RS136 per la Dichiarazione dei Redditi PF o Società di Persone;
- rigo RS269 per la Dichiarazione dei Redditi SC (Società di capitali).
Soggetti beneficiari
I soggetti beneficiari della riduzione della scadenza dell’accertamento sono i lavoratori autonomi e le imprese che rispettano le suddette condizioni.
Esempio scadenza termini di accertamento
Facciamo un esempio per chiarire meglio il termine di riduzione della scadenza dell’accertamento.
Una società di servizi ha presentato la dichiarazione dei redditi per l’anno 2022 entro il termine previsto. Durante l’anno 2022, la società ha utilizzato esclusivamente fatturazione elettronica e ha effettuato tutti i pagamenti superiori a 500 euro tramite bonifico bancario o carta di credito.
Beneficio
Grazie alla riduzione i termini di accertamento si chiudono al massimo al 31 dicembre del terzo anno successivo, cioè al più tardi il 31 dicembre 2026.
Se la dichiarazione fosse stata presentata nel giugno 2023 (per l’anno d’imposta 2022), senza beneficiare della riduzione, i termini si chiuderebbero al massimo il 31 dicembre del quinto anno successivo (31 dicembre 2028).
Questo significa gli accertamenti potranno essere effettuati solo fino a due anni prima rispetto ai tempi ordinari.
Termini di accertamento fiscale tabella riassuntiva
| Adempimento | Descrizione |
| Trasmissione telematica dei corrispettivi | Invio telematico all’Agenzia delle Entrate dei dati dei corrispettivi giornalieri |
| Fatturazione elettronica | Emissione e ricezione esclusiva di fatture elettroniche tramite il Sistema di Interscambio (SdI) |
| Tracciabilità dei pagamenti | Pagamenti sopra i 500 € solo con strumenti tracciabili (bonifici, carte, assegni non trasferibili) |
| Indicazione in dichiarazione dei redditi | Segnalazione del rispetto dei requisiti nell’apposito quadro della dichiarazione dei redditi |
Una strategia fiscale trasparente premia l’impresa
La possibilità di ridurre i termini di accertamento fiscale da 5 a 3 anni è un vantaggio che porta certezza e stabilità nella gestione fiscale dell’impresa. Per ottenerlo, però, è fondamentale rispettare specifici requisiti.
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FAQ termini accertamento fiscale: le risposte alle tue domande
L’Agenzia delle Entrate può accertare IVA e redditi entro 5 anni (fino al 31 dicembre 2030 per il 2025), o 7 anni se omessa (fino al 31 dicembre 2032). Con i requisiti di riduzione, il termine scende a 3 anni (fino al 31 dicembre 2028).
I termini ordinari di decadenza per l’accertamento fiscale sono 5 anni dalla presentazione della dichiarazione (o 7 anni in caso di omessa dichiarazione). Possono ridursi a 3 anni se si rispettano specifici requisiti di tracciabilità previsti dalla legge.
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