Concordato Preventivo Biennale: conviene alla tua impresa? [Agosto 2025]

Il Concordato Preventivo Biennale (CPB) è un accordo tra l’impresa e Agenzia delle Entrate che stabilisce in anticipo la base imponibile su cui pagare le tasse per un periodo di due anni. In pratica, l’impresa e l’Agenzia delle Entrate concordano una somma che l’azienda dovrà pagare, indipendentemente dai redditi effettivi generati durante quel biennio. Una soluzione che promette stabilità e semplificazione, ma che potrebbe anche bloccare le imposte su livelli elevati, limitando la flessibilità fiscale dell’impresa. Pertanto, conviene aderire al CPB oppure no? Continua a leggere perché ti spieghiamo in modo chiaro cos’è, come funziona, chi può aderire e quali sono i rischi per imprese e professionisti, alla luce delle ultime novità.

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Cos’è il concordato preventivo biennale?

Il concordato preventivo biennale (CPB) è una misura introdotta dalla riforma fiscale 2024 per offrire maggiore certezza e stabilità alle imprese. Si tratta di un accordo opzionale tra contribuente e Agenzia delle Entrate che consente di fissare anticipatamente il reddito imponibile su cui pagare le imposte per i successivi due anni.

Come viene calcolato il reddito imponibile del CPB?

Il reddito su cui si calcolano le tasse viene stabilito usando i dati dell’imprenditore e quelli già in possesso dell’Agenzia delle Entrate. Dal calcolo restano escluse voci straordinarie, come plusvalenze o minusvalenze, così il meccanismo diventa più chiaro e prevedibile per tutti.

Qual è la durata del concordato preventivo?

Il concordato preventivo biennale ha durata fissa di due anni, durante i quali il reddito imponibile concordato non può essere modificato, salvo situazioni eccezionali e dimostrabili (ad esempio eventi straordinari). Durante questo biennio, il contribuente è vincolato a versare le imposte secondo quanto concordato, anche se l’andamento dell’attività cambia.

Quando cessa o decade il CPB?

Il concordato preventivo biennale (CPB), pur avendo una durata di due anni, può cessare anticipatamente o decadere nel caso in cui si verifichino specifiche irregolarità.

Tra le prime cause che comportano la decadenza rientrano:

  • errori dichiarativi: presenza di errori nella dichiarazione dei redditi superiori al 30% del valore dichiarato, rilevati a seguito di una verifica fiscale;
  • modifica dichiarativa: variazioni alle dichiarazioni fiscali che incidono sul reddito o sul valore della produzione concordati.

Ma non sono gli unici…

Nei paragrafi seguenti vedremo tutte le altre situazioni che possono portare alla cessazione o decadenza dal CPB spiegati dall’Agenzia delle Entrate in occasione di TeleFisco 2025.

Successione ereditaria

Se l’imprenditore muore durante il biennio concordatario, il CPB si interrompe automaticamente, anche se l’attività viene proseguita dagli eredi. L’Agenzia delle Entrate chiarisce che il cambio di soggetto giuridico (da defunto a eredi) fa venir meno l’accordo fiscale.

Donazione dell’azienda

Se l’azienda viene donata gratuitamente durante il periodo del concordato, questo comporta la cessazione immediata del CPB, poiché si verifica un cambiamento del soggetto titolare dell’attività (variazione soggettiva).

Conferimenti societari

I conferimenti d’azienda o di rami d’azienda possono impedire l’ingresso o far decadere dal concordato, a seconda del momento in cui avvengono:

  • prima dell’adesione: l’impresa non può accedere al CPB;
  • dopo l’adesione: il conferimento comporta la decadenza dal regime concordatario.

Cessione di ramo d’azienda

Anche la cessione di un ramo d’azienda è trattata come un conferimento: indipendentemente dalla dimensione del ramo ceduto, l’Agenzia delle Entrate considera questa operazione come causa di interruzione del CPB.

Cosa comporta la decadenza dal CPB?

La decadenza dal CPB determina le seguenti conseguenze:

  • benefici accordati: annullati;
  • ravvedimenti speciali: annullati;
  • imposte: restano dovute le imposte e i contributi calcolati sul reddito concordato.

Tuttavia, vanno valutati anche gli altri rischi legati all’adesione al CPB.

Chi può beneficiare del concordato preventivo biennale?

Il concordato preventivo biennale (CPB) non è accessibile a tutti i contribuenti. La norma prevede requisiti specifici per poter aderire, escludendo chi presenta irregolarità fiscali o determinati profili di rischio.

Soggetti ammessi al concordato preventivo biennale

Possono aderire al concordato preventivo biennale:

  • lavoratori autonomi;
  • società di persone (SAS o SNC);
  • e società di capitali (SRL).

Soggetti non ammessi al concordato preventivo biennale

Non possono accedere al concordato i contribuenti che:

  • hanno debiti previdenziali o tributari superiori a 5.000€ (salvo coloro che hanno in oggetto una rateizzazione o un provvedimento di sospensione);
  • non hanno presentato la dichiarazione dei redditi in uno degli ultimi tre anni precedenti prima di applicazione del concordato;
  • sono stati condannati – negli utili tre anni di applicazione del concordato – per reati di riciclaggio, autoriciclaggio, false comunicazioni sociali.

Non sono ammessi nemmeno i contribuenti in regime forfettario.

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Come funziona il concordato preventivo biennale?

Il concordato preventivo biennale si basa su un meccanismo semplice in tre fasi:

  1. stima del reddito: l’Agenzia delle Entrate calcola un reddito imponibile presunto per l’impresa, utilizzando i dati a sua disposizione e i risultati derivanti dai modelli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità);
  2. proposta di accordo: in base a questa stima, l’Agenzia invia al contribuente una proposta di reddito concordato, valida per due anni;
  3. accettazione dell’accordo: l’impresa può decidere di accettare l’accordo, bloccando così l’imponibile IRPEF/IRES e IRAP per il biennio 2025-2026, indipendentemente dal reddito realmente prodotto.

Attenzione: l’accordo riguarda esclusivamente il reddito e l’IRAP. L’IVA non è inclusa nel concordato e deve essere versata regolarmente secondo le norme ordinarie.

Esempio pratico di convenienza

Nel 2024, l’impresa Alfa registra un reddito imponibile di 50.000 , ma questo valore include anche alcune componenti straordinarie (come plusvalenze), che non vengono considerate ai fini del concordato.

Cosa accade?

  1. Stima: l’Agenzia delle Entrate, utilizzando i dati disponibili, i risultati dei modelli ISA e le proiezioni di crescita per i prossimi due anni, stima quanto reddito può generare l’impresa.
  2. Proposta del Fisco: l’Agenzia propone all’impresa un reddito concordato di 55.000 per il biennio 2025-2026.
  3. Accettazione dell’accordo: l’imprenditore accetta la proposta e si impegna a dichiarare 55.000 di reddito imponibile per entrambi gli anni (2025 e 2026), a prescindere dai risultati effettivi dell’attività.

Due scenari possibili:

  • Scenario 1 – reddito superiore: nel 2025 l’impresa guadagna 60.000 ma paga le imposte solo su 55.000 -> Accordo favorevole.
  • Scenario 2 – reddito inferiore: nel 2025 l’impresa guadagna 45.000 ma paga comunque le imposte su 55.000 -> Accordo sfavorevole.

Risultato?

Il concordato preventivo biennale offre vantaggi in caso di crescita, ma comporta un rischio concreto se l’impresa dovesse avere un calo dei ricavi. Per questo è fondamentale valutare con attenzione la proposta dell’Agenzia e le previsioni economiche della propria attività.

Quali sono le novità per l’adesione al concordato preventivo biennale nel 2025?

Il Concordato Preventivo Biennale (CPB) per il biennio 2025-2026 introduce importanti novità sia sulla tassazione degli extra-redditi che su una speciale “sanatoria” fiscale per il passato.

Come viene tassato il reddito che supera il concordato?

Le ultime novità introdotte dal D.Lgs. n. 81/2025 svantaggiano ancora di più l’utilizzo del CPB. Dal 2025, se aderisci al CPB ma guadagni più del previsto, pagherai due tipi di tasse:

  1. fino a 85.000 € di eccedenza applichi ancora la tassazione agevolata del CPB (esempio 15%).
  2. oltre gli 85.000 scatta la tassazione ordinaria:
    • 43% se sei una persona fisica (IRPEF);
    • 24% se sei una società (IRES).

Esempi pratico persona fisica

  • Reddito concordato: 40.000 €;
  • reddito reale: 140.000 €;
  • eccedenza: 100.000 €.
Quota eccedenzaAliquotaImposta dovuta
Fino a 85.000 €15% (CPB)12.750€
Restanti 15.000 €43% (Ordinaria)6.450€
Totale imposte sull’eccedenza19.200€

Esempio pratico società

  • Reddito concordato: 60.000 €;
  • reddito reale: 160.000 €;
  • eccedenza: 100.000 €.
Quota eccedenzaAliquotaImposta dovuta
Fino a 85.000 €15% (CPB)12.750€
Restanti 15.000 €24% (Ordinaria)3.600€
Totale imposte sull’eccedenza16.350€

Cosa significa in pratica per te? Devi fare molta attenzione a non superare significativamente il reddito concordato. Valuta bene l’adesione al CPB, specialmente se prevedi una crescita molto elevata, per evitare di pagare imposte più alte sull’eccedenza.

Come funziona la”sanatoria” fiscale per chi aderisce al concordato

Il 28 luglio 2025, è stata introdotta una novità importante per gli imprenditori che valuteranno il concordato preventivo biennale 2025-2026.

Se aderisci al concordato preventivo biennale per la prima volta nel 2025-2026, puoi regolarizzare le annualità dal 2019 al 2023 con un ravvedimento speciale agevolato. Se hai già aderito a un concordato precedente, puoi sanare il solo 2023.

L’importo da pagare dipende dal tuo livello di affidabilità fiscale (punteggio ISA), con aliquote che vanno dal 10% al 15% e basi imponibili che aumentano dal 5% al 50%. Per l’IRAP è previsto il 3,9%. C’è un ulteriore sconto del 30% per il 2020 e il 2021. L’importo minimo è di 1.000 euro.

Puoi versare in un’unica soluzione tra il 1° gennaio e il 15 marzo 2026, o in massimo 10 rate mensili. Questa è un’opportunità per chiudere il passato con il Fisco e concentrarsi sul futuro della tua attività.

Quali sono gli svantaggi del concordato preventivo biennale?

La mancanza di flessibilità può diventare un problema: l’impresa si trova vincolata a versare imposte fisse, anche se le condizioni di mercato peggiorano o emergono imprevisti che compromettono la redditività. Per questo motivo, il CPB va valutato con attenzione e adottato solo dopo un’analisi approfondita della propria posizione fiscale e dei possibili scenari futuri.

Il CPB, infatti, non è uno strumento per ridurre le imposte, ma per bloccarle su un livello prestabilito, che può risultare elevato rispetto alla reale redditività dell’impresa. Questo significa che, in caso di calo dei ricavi o cambiamenti nel contesto economico, l’azienda potrebbe non avere margine di manovra per adeguare la propria imposizione fiscale.

Principali svantaggi del CPB

Il Concordato Preventivo Biennale (CPB) presenta diverse criticità che possono renderlo non vantaggioso per tutte le imprese:

  • rigidità e scarsa flessibilità: l’impegno a rispettare gli importi concordati per due anni non tiene conto di eventuali cali imprevisti di fatturato o crisi del mercato. Se la tua azienda subisce un rallentamento o una flessione, sarai comunque tenuto a versare l’imposta sul reddito concordato, che potrebbe risultare superiore al reddito effettivo;
  • basato su dati pregressi: la proposta si basa sui dati fiscali degli anni precedenti. Se l’anno in corso o quello futuro si rivelano meno performanti, il concordato potrebbe rivelarsi oneroso, portando a versare più imposte del dovuto;
  • controlli in caso di scostamenti: anche se il concordato offre una certa “pace fiscale”, scostamenti significativi tra il reddito concordato e quello effettivamente dichiarato (dovuti a eventi eccezionali non previsti) possono comunque attivare controlli o la revoca del concordato;
  • complessità di valutazione iniziale: decidere se aderire richiede un’analisi approfondita e una previsione molto accurata dell’andamento futuro dell’azienda, il che non è sempre semplice per un imprenditore;
  • errori del 30%: se commetti degli errori, come ad esempio, attività non dichiarate o inesistenti ti verrà perdonato il 30% su quanto presentato all’AdE.

Quando può diventare ulteroriormente un rischio?

Il CPB diventa ulteriormente rischioso:

  • se viene adottato senza una strategia fiscale chiara;
  • se non si prendono in considerazione alternative più vantaggiose per ridurre legalmente il carico fiscale.

Le imposte vengono calcolate su un reddito stimato dall’Agenzia delle Entrate. Questo importo potrebbe risultare più alto rispetto al reddito realmente generato dall’impresa. In pratica, se incassi meno del previsto, finisci comunque per pagare di più, con il rischio concreto di mettere sotto pressione la tua liquidità aziendale.

Aderire al concordato significa puntare sulla crescita futura dell’azienda, ma senza certezze: se la crescita non si verifica, potresti ritrovarti a versare più tasse rispetto a quelle dovute con una pianificazione fiscale su misura.

Quando conviene il concordato preventivo biennale?

Il CPB può rappresentare un’opportunità se:

  • l’azienda prevede un aumento della marginalità nei prossimi anni;
  • si desidera una maggiore stabilità fiscale nel medio periodo.

Conclusioni: concordato si o concordato no?

Utilizzare il concordato semplifica apparentemente il panorama fiscale. Tuttavia, mantenere gli impegni sui redditi concordati è cruciale per evitare il decadimento. Tra l’altro, se hai un reddito diverso, ad esempio minore nell’anno successivo, rischi di pagare più, senza possibilità di chiedere una modifica del concordato. 

Ma non solo, un sistema fiscale che si definisce civile, e che vorrebbe diventare amico del contribuente e delle imprese in generale, all’articolo 34, comma 2 del decreto legislativo 13/2024 stabilisce che “L’Agenzia delle Entrate e il Corpo della Guardia di Finanza intensificheranno i controlli sui soggetti che non aderiscono al concordato preventivo biennale o che ne decadono”.

Cosa significa tutto questo?

L’impresa si trova di fronte a un bivio:

  • accettare di pagare imposte potenzialmente sfavorevole;
  • affrontare una pressione crescente da parte di un’Amministrazione Finanziaria.

Ma davvero si pensa che sia la strada giusta per migliorare il rapporto tra Fisco e contribuente?

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FAQ concordato preventivo biennale: le risposte alle tue domande

Cosa prevede il concordato biennale?

Il concordato preventivo biennale (CPB) è un nuovo strumento introdotto dalla riforma fiscale 2024.
Permette alle imprese e ai lavoratori autonomi di stabilire in anticipo la base imponibile su cui calcolare le imposte sui redditi per i periodi d’imposta 2025 e 2026, semplificando la gestione fiscale.

Come funziona il concordato preventivo biennale?

Il funzionamento del concordato è semplice: l’Agenzia delle Entrate elabora una proposta di reddito imponibile sulla base dei dati storici del contribuente e degli ISA (Indici sintetici di affidabilità).
Se l’impresa accetta, verserà le imposte solo sul reddito concordato, anche se i guadagni effettivi saranno diversi.

Chi sono i soggetti ammessi al concordato?

Possono aderire al concordato tutti i contribuenti che, esercitano attività d’impresa, arti o professioni, applicano gli Indici sintetici di affidabilità (ISA) e rispettano i requisiti di correttezza fiscale (niente debiti superiori a 5.000 €, dichiarazioni presentate, nessuna condanna per reati gravi). Sono esclusi dal CPB i contribuenti in regime forfettario.

Qual è la durata massima di un concordato preventivo?

Il concordato preventivo biennale ha una durata massima di due anni. Nel 2024, primo anno di applicazione, l’accordo riguarda i periodi d’imposta 2025 e 2026. Al termine del biennio, potrà essere eventualmente rinnovato con una nuova proposta da parte dell’Agenzia delle Entrate, se prevista dalla normativa vigente.

Nel calcolo del concordato rientra anche l’IVA?

No, il concordato preventivo biennale non riguarda l’IVA. L’imposta sul valore aggiunto continua ad essere calcolata e versata sui ricavi effettivi, secondo le modalità ordinarie. No, il concordato preventivo biennale non riguarda l’IVA. L’imposta sul valore aggiunto continua ad essere calcolata e versata sui ricavi effettivi, secondo le modalità ordinarie.

Come si accetta il concordato preventivo?

L’Agenzia delle Entrate invia una proposta all’impresa, che potrà accettarla direttamente in dichiarazione dei redditi. L’adesione avviene in via telematica tramite i consueti canali (Entratel o intermediario abilitato) e ha valore vincolante per due anni. Una volta accettato, non è possibile revocarlo prima della scadenza del biennio.

Dove trovo la proposta di concordato preventivo biennale?

La proposta di concordato preventivo biennale (CPB) non ti viene inviata direttamente, ma è messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate all’interno della tua area riservata o tramite appositi software.

Qual è la scadenza per aderire al concordato preventivo biennale nel 2025?

La scadenza per aderire al CPB per il biennio 2025-2026 è stata prorogata al 30 settembre 2025. L’adesione va trasmessa per via telematica, utilizzando il modello CPB 2025/2026 specifico. Puoi farlo congiuntamente alla dichiarazione dei redditi e ai modelli ISA, oppure in via autonoma.

Cosa succede se non aderisco al concordato preventivo biennale?

Non comporta di per sé una sanzione diretta per la mancata accettazione della proposta. Tuttavia, può implicare conseguenze indirette e un maggiore rischio di controlli fiscali.

Quali sono i requisiti per accedere al concordato preventivo biennale?

Per accedere al concordato preventivo biennale, devi essere un contribuente ISA, non devi avere debiti fiscali o contributivi rilevanti (oltre 5.000€) e devi aver presentato regolarmente le dichiarazioni negli ultimi tre anni.

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