Con la Circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026, l’Istituto ha ufficializzato gli importi dei contributi dovuti da artigiani e commercianti per il 2026.
L’adeguamento automatico all’inflazione (+1,4%) ha portato il reddito minimale a 18.808 €, con un conseguente aumento dei contributi fissi obbligatori. Infatti, anche se fatturi poco o sei in perdita, sei comunque obbligato a versare oltre 4.500 € l’anno di contributi fissi.
Continua a leggere, perché se sei socio di una SRL o società di persona, o titolare di una ditta individuale, in questa guida analizziamo:
- quanto pagherai realmente nel 2026;
- come si calcolano i contributi;
- quali sono le scadenze;
- quali agevolazioni puoi sfruttare.
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Quali sono le aliquote dei contributi artigiani e commercianti?
- Novità 2026 contributi INPS: cosa cambia rispetto al 2025
- Contributi INPS 2026: quanto pagano artigiani e commercianti
- Esempio pratico
- Confronto INPS 2026: artigiani vs commercianti
- Impresa familiare: quanti contributi INPS pagano i familiari
- Scadenze INPS 2026: quali date segnare subito
- Amministratore o socio: attenzione al doppio versamento
- Sapere non basta, bisogna pianificare
- FAQ Contributi INPS commercianti: le risposte alle tue domande
Novità 2026 contributi INPS: cosa cambia rispetto al 2025
La circolare n. 14 del 9 febbraio 2026 dell’INPS stabilisce quali sono le aliquote contributive e le modalità di calcolo per gli iscritti alle gestione artigiani e commercianti. La novità principale è l’aumento del minimale contributivo (+1,4%).
Aumento del minimale contributivo (+1,4%)
Il reddito minimale passa da 18.555 € a 18.808 € per il 2026. Ciò significa che, anche se:
- guadagni meno,
- sei in perdita,
- o se fatturi zero
devi comunque versare contributi su 18.808 €.
Contributi INPS 2026: quanto pagano artigiani e commercianti
La gestione artigiani e commercianti funziona a due velocità:
- una quota fissa (che paghi sempre) e una quota variabile (che paghi se guadagni bene).
Reddito minimale 2026 e contributi fissi
Nel 2026 minimale di 18.808 € genera i seguenti contributi fissi:
- artigiani: 4.521,36 € annui;
- commercianti: 4.611,64 € annui.
Divisi in quattro rate trimestrali:
- artigiani: 1.130,34 € a rata;
- commercianti: 1.152,91 € a rata;
In pratica, significa che paghi circa:
- 376,78 € al mese se sei artigiano;
- 384,31 € al mese se sei commerciante.
| Categoria | Totale annuo | Rata trimestrale |
|---|---|---|
| Artigiani | 4.521,36 € | 1.130,34 € |
| Commercianti | 4.611,64 € | 1.152,91 € |
Aliquote INPS 2026: quanto paghi in percentuale
Le aliquote IVS restano confermate:
- artigiani: 24%;
- commercianti: 24,48%.
La differenza dello 0,48% per i commercianti finanzia l’indennizzo per cessazione attività.
A queste si aggiunge:
- contributo maternità: 0,62 € al mese (7,44 € annui).
Contributi sul reddito eccedente il minimale
Oltre il minimale di 18.808 € devi pagare le eccedenze:
- fino a 56.224 €
- artigiani: 24%,
- commercianti: 24,48%,
- oltre 56.224 €
- artigiani: 25%,
- commercianti: 25,48%.
Massimale contributivo 2026
Oltre una certa soglia, non paghi ulteriori contributi:
- iscritti prima del 1996: 93.707 €;
- iscritti dal 1996 in poi: 122.295 €.
Superate queste soglie, non si versa ulteriore contribuzione.
Esempio pratico
Hai un reddito commerciante pari a 60.000 €.
Come devi calcolare i contributi?
- Contributo fisso: 4.611 €;
- da 18.808 a 56.224 → 37.416 € × 24,48% = 9.157 €;
- da 56.224 a 60.000 → 3.776 € × 25,48% = 962 €.
Quanto versi in totale?
- 14.730 € (4.611 + 9.157 + 962).
Oltre il 24% del reddito.
Confronto INPS 2026: artigiani vs commercianti
| Voce | Artigiani | Commercianti | Differenza |
|---|---|---|---|
| Aliquota IVS | 24,00% | 24,48% | +0,48% |
| Reddito minimale 2026 | € 18.808 | € 18.808 | – |
| Contributo annuo minimale | € 4.521,36 | € 4.611,64 | +€ 90,28 |
| Contributo mensile equivalente | € 376,78 | € 384,31 | +€ 7,53 |
| Incremento rispetto al 2025 | +€ 60,72 | +€ 61,94 | – |
Impresa familiare: quanti contributi INPS pagano i familiari
Secondo l’articolo 230-bis del Codice Civile nelle imprese familiari:
- i contributi si calcolano sul reddito attribuito a ciascun soggetto
- ogni collaboratore ha un proprio minimale
Scadenze INPS 2026: quali date segnare subito
I contributi fissi si pagano in queste date:
- 18 maggio 2026;
- 20 agosto 2026;
- 16 novembre 2026;
- 16 febbraio 2027.
I contributi sugli utili invece seguono le scadenze fiscali:
- 30 novembre 2026: quando versi il secondo acconto della dichiarazione dei redditi;
- 30 giugno 2026: quando versi il saldo e il primo acconto della dichiarazione dei redditi.
Amministratore o socio: attenzione al doppio versamento
Se sei socio e amministratore devi stare molto attento.
L’INPS richiede l’iscrizione:
- alla gestione commercianti per l’attività d’impresa (pagando il minimale)
- e alla gestione separata per il compenso amministratore (aliquota 24% o 33% a seconda dei casi).
La doppia contribuzione, però, non è sempre obbligatoria: dipende da alcuni fattori che puoi verificare in questo nostro contributo Doppia contribuzione INPS socio amministratore SRL: si o no?.
Sapere non basta, bisogna pianificare
Nel 2026, il costo minimo supera i 4.500 € annui.
Con redditi medio-alti, puoi facilmente superare i 15.000–20.000 € di contributi.
La vera differenza la fa:
- la forma giuridica;
- la pianificazione fiscale;
- la struttura dei compensi.
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FAQ Contributi INPS commercianti: le risposte alle tue domande
Le scadenze per le 4 rate fisse del minimale sono tassative: 18 Maggio 2026 (poiché il 16 cade di sabato), 20 Agosto 2026, 16 Novembre 2026 e 16 Febbraio 2027 (saldo finale). I contributi sull’eventuale reddito eccedente (percentuale) si pagano invece con le scadenze delle tasse (Giugno/Luglio e Novembre).
Per il 2026, il reddito minimale è salito a 18.808 €. Di conseguenza, il contributo fisso obbligatorio (che include la quota maternità) è di: 4.521,36 € per gli artigiani e 4.611,64 € per i commercianti. Se il tuo reddito supera i 18.808 €, sulla parte eccedente pagherai un’aliquota del 24% (artigiani) o 24,48% (commercianti).
L’artigiano è chi esercita personalmente, o come titolare, un’attività d’impresa finalizzata alla produzione di beni (inclusi i semilavorati) o alla prestazione di servizi, escludendo le attività agricole e commerciali. I commercianti, invece, si occupano di attività commerciali e rappresentano una categoria distinta dagli artigiani. Tuttavia, entrambe le categorie seguono lo stesso metodo per il pagamento dei contributi previdenziali.
Il Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti è uno strumento digitale messo a disposizione dall’INPS che permette di consultare e gestire in modo semplice e veloce la propria posizione contributiva. Consente a ogni utente di monitorare i versamenti effettuati, verificare eventuali pendenze e interagire direttamente con la sede INPS di competenza per qualsiasi questione legata alla propria gestione previdenziale.
I contributi minimi sono la tassa d’ingresso per avere la Partita IVA commerciale. L’INPS presume che tu guadagni almeno 18.808 € l’anno. Anche se ne guadagni 5.000 o zero, devi comunque versare i contributi calcolati su quella soglia teorica (circa 4.500/4.600 €). È un costo fisso di impresa incomprimibile, salvo esoneri.
Sì, esiste il “Massimale Contributivo”. Per il 2026, se il tuo reddito supera i 93.707 € (per i vecchi iscritti ante-1996) o i 122.295 € (per i nuovi iscritti post-1996), sulla parte eccedente non devi versare nulla. Tutto ciò che guadagni oltre quella cifra è “Netto INPS”.
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