Evasometro: cos’è e come vengono trovati gli evasori

L’evasometro è il nuovo strumento utilizzato dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza contro gli evasori fiscali. Il nuovo strumento, che sostituisce il vecchio redditometro, serve a individuare chi rischia di evadere il Fisco, analizzando indicatori come la liquidità detenuta all’estero non giustificata, le partite IVA “apri e chiudi” e le frodi sui crediti d’imposta. Continua a leggere per scoprire cos’è l’evasometro, come funziona nel 2025, chi colpisce e quali sono i rischi per i contribuenti.

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Cos’è l’evasometro e cosa cambia rispetto al redditometro

L’evasometro – che sostituisce definitivamente il vecchio redditometro – è il nuovo strumento adottato dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza per contrastare l’evasione fiscale in Italia. Si tratta di un sistema avanzato di monitoraggio fiscale che utilizza algoritmi e intelligenza artificiale per analizzare i dati finanziari e fiscali dei contribuenti.

Obiettivi del nuovo evasometro

L’obiettivo dell’evasometro è chiaro: individuare i soggetti con alto rischio di evasione, incrociando numerose informazioni su disponibilità economiche, movimenti sospetti e incongruenze nei redditi dichiarati. I controlli, infatti, saranno indirizzati soprattuto verso coloro che hanno dei debiti rilevanti con il Fisco, ma dispongono ugualmente di patrimoni consistenti o risorse economiche all’estero.

Differenze principali col redditometro

A differenza del redditometro, l’evasometro introduce logiche di monitoraggio fiscale predittive, utilizzando l’intelligenza artificiale per analizzare comportamenti sospetti o incoerenti. L’obiettivo è migliorare la qualità dei controlli rispetto al vecchio redditometro.

  • controlli mirati solo verso chi presenta reali segnali di evasione.
  • minore esposizione a verifiche per i contribuenti che, pur mostrando anomalie nei dati, non hanno capacità contributiva;
  • ottimizzazione delle risorse fiscali, evitando accertamenti inutili.

Ma come funziona l’evasometro a differenza del redditomentro?

Come funziona l’evasometro

Il funzionamento dell’evasomestro si basa su un’analisi avanzata della posizione fiscale dei contribuenti, identificando i soggetti a maggiore rischio di evasione. Fatta l’idenficazione, il sistema elabora un indice di rischio fiscale attribuendo un punteggio in base a diversi indicatori.

Indicatori valutati per il rischio fiscale

Tra i principali fattori che il sistema prende in considerazione ci sono:

  • esposizioni debitorie elevate verso l’erario;
  • incoerenze tra i debiti fiscali e le disponibilità finanziarie dichiarate;
  • anomalie nei flussi di reddito e di spesa;
  • movimentazioni sospette di capitali, anche verso l’estero.

Chi raggiunge un indice di rischio elevato viene incluso in liste di controllo prioritarie, che saranno trasmesse ai reparti della Guardia di Finanza per effettuare verifiche più approfondite sul campo.

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Quali soggetti e comportamenti saranno monitorati dall’evasometro

La Guardia di Finanza eviterà di concentrare le indagini su soggetti con scarsa capacità contributiva, come:

  • imprese in procedure concorsuali;
  • società cartiere: aziende che, pur movimentando capitali tramite fatture false, non hanno alcuna reale consistenza patrimoniale. Si tratta di vere e proprie “scatole vuote”.

Comportamenti monitorati

Al contrario, l’attenzione sarà maggiore su:

  • chiusure anomale delle partite IVA: solo nel 2024 sono state cancellate oltre 3.800 partite IVA per gravi irregolarità;
  • evasione nella fase della riscossione, in particolare in presenza di: simulazioni di vendite, intestazioni fittizie di beni e qualsiasi comportamento volto a nascondere il patrimonio e rendere inefficace l’azione del fisco

Infine, la gestione dell’evasometro sarà affidata alla UIPAR (Unità Integrata Permanente di Analisi del Rischio), che avrà il compito di ottimizzare l’uso delle risorse disponibili ed evitare sovrapposizioni e duplicazioni nei controlli fiscali.

Come si difende l’impresa dall’evasometro?

Il contribuente può difendersi dall’evasometro giustificando le anomalie rilevate se fornisce spiegazioni precise sulle spese sostenute. Dovrà dimostrare, infatti, che:

  • le spese sono state effettuate con redditi leciti non soggetti a dichiarazione (ad esempio esenti, già tassati, provenienti da donazioni o da risparmi accumulati);
  • sono state sostenute da altri soggetti, come familiari o conviventi;
  • esiste adeguata documentazione fiscale a supporto, come fatture, scontrini elettronici o ricevute di pagamento.

Se i giustificativi verrano ritenuti validi, è possibili “liberarsi” dall’accusa di presunta evasione.

Vuoi tutelarti da controlli fiscali e accertamenti dell’evasometro?

Se i giustificativi vengono ritenuti invalidi, il rischio è trovarsi sotto accertamento, con cartelle esattoriali e blocchi sui conti aziendali senza neanche il tempo di reagire.

Un sistema che penalizza anche chi sbaglia in buona fede o non ha pianificato in modo adeguato.

Ma non tutto è perduto.

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FAQ evasomentro: le risposte alle tue domande

Cos’è l’evasometro?

L’evasometro è il nuovo strumento introdotto per rilevare potenziali casi di evasione fiscale. Si basa su un sistema di monitoraggio avanzato che sfrutta algoritmi e intelligenza artificiale per analizzare in profondità i dati finanziari e fiscali dei contribuenti.

Cos’è l’evasometro e in cosa si differenzia dal redditometro?

L’evasometrao, a differenza del redditometro, non si basa su semplici confronti tra spese e redditi, ma utilizza intelligenza artificiale e analisi predittiva per valutare indicatori di rischio. Inoltre, prevede una doppia soglia di scostamento per concentrare i controlli sui grandi evasori e limitare gli errori.

Quali strumenti vengono utilizzati per scovare gli evasori?

Il Fisco per scovare gli evasori utilizza strumenti come: algoritmi di intelligenza artificiale, movimenti bancari e flussi finanziari esteri, indicatori di rischio legati a comportamenti anomali o incoerenti e dati derivanti da banche e INPS.

Come si difende dall’evasometro?

Il contribuente può giustificare eventuali anomalie dimostrando che le spese sono state sostenute con redditi leciti. In alternativa, può dimostrare che le spese sono state effettuate da altri soggetti. È inoltre possibile presentare documentazione fiscale, come fatture, scontrini elettronici o bonifici, per dimostrare la legittimità delle operazioni.

Qual è l’obiettivo dell’evasometro?

L’obiettivo è incrociare le informazioni e costruire un profilo fiscale realistico per ogni contribuente.
Questo strumento consente all’Agenzia delle Entrate di individuare comportamenti fiscali anomali e prevenire l’evasione in modo più mirato ed efficace.

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