La delibera compenso amministratore è ciò che rende il tuo compenso davvero deducibile per la SRL.
Molti imprenditori, presi dall’operatività quotidiana, commettono qualche errore su questo passaggio burocratico. Senza una delibera approvata correttamente, il costo può essere contestato dall’Agenzia delle Entrate. Il risultato? Paghi più IRES del dovuto, oltre al rischio di sanzioni e interessi su un compenso che hai già percepito.
La delibera va approvata prima dell’erogazione del compenso per renderlo deducibile. Se però, non è stata fatta nei tempi corretti, niente è perduto. Puoi regolarizzare la situazione ed evitare che il compenso diventi fiscalmente inefficiente per la società.
Continua a leggere, in questa guida vediamo:
- cosa dice la legge;
- come regolarizzare un compenso non deliberato ;
- come renderlo deducibile, così da ottimizzare la fiscalità dell’azienda.
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Perché è importante saper deliberare il compenso?
Perché è fondamentale la delibera del compenso amministratore SRL
L’amministratore di una SRL per il ruolo svolto in azienda ha diritto a un compenso adeguato. Il compenso non può essere determinato arbitrariamente, ma deve essere oggetto di una specifica delibera assembleare, che lo rende ufficiale e incontestabile.
L’articolo 2389 del Codice civile al comma 1 afferma che il compenso amministratore va stabilito:
- all’atto della nomina
- dall’assemblea dei soci.
L’importanza della delibera per la determinazione del compenso
Dal punto di vista fiscale, la delibera serve a garantire il principio della certezza del costo. Solo se il compenso è deliberato formalmente prima dell’erogazione:
- viene considerato un costo aziendale legittimo per la SRL;
- può essere dedotto al 100%, abbattendo l’utile societario e, di conseguenza, l’IRES (24%).
In caso contrario, il compenso potrebbe essere considerato indeducibile.
Cosa succede se manca la delibera preventiva?
La certezza del costo, viene garantita dalla delibera assembleare. Può capitare, però, che questa delibera non esista perché non è stata fatta subito.
Conseguenze della mancata delibera
Se manca la delibera, in caso di controllo fiscale, le conseguenze sono due:
- atto nullo: il compenso erogato non ha una base giuridica valida;
- Iindeducibilità totale: l’Amministrazione Finanziaria disconosce il costo. L’azienda dovrà ricalcolare l’utile (che sarà più alto) e pagare le imposte arretrate con relative sanzioni e interessi.
Come sanare la delibera mancante
La sentenza n. 24652/2022 della Corte di Cassazione ha stabilito che se hai “dimenticato” la delibera, non è tutto perduto. Infatti, puoi regolarizzare il compenso quando viene approvato il bilancio annuale.
Errore da non fare
Non basta semplicemente approvare il bilancio in cui è inserita la voce di spesa “compensi amministratori”. Per la Cassazione, questa non è una prova sufficiente.
Cosa fare (la procedura corretta)
L’assemblea dei soci deve approvare espressamente e in modo specifico quella singola voce di costo. Nel verbale di approvazione del bilancio dovrà esserci un punto all’ordine del giorno dedicato, in cui si dichiara chiaramente l’importo riconosciuto all’amministratore per l’anno di riferimento.
Consiglio strategico: per garantire la corretta deduzione del compenso, è sempre consigliabile che la società predisponga una delibera specifica, in cui si definiscono in maniera trasparente i criteri e gli importi della remunerazione dell’amministratore.
Check-list per un compenso sicuro
Ecco i passaggi da seguire per deliberare un compenso senza errori:
- Delibera assembleare
Prima ancora di decidere quanto pagarsi, bisogna stabilire come farlo legalmente. Il punto di partenza obbligatorio è la delibera dell’assemblea dei soci.
La legge impone che il compenso sia autorizzato formalmente tramite un verbale d’assemblea (preferibilmente preventivo). Questo documento è lo scudo fiscale dell’azienda: senza la delibera, l’Agenzia delle Entrate considera il compenso un’erogazione arbitraria, rendendo il costo totalmente indeducibile per la SRL e facendo scattare sanzioni. - Il giusto equilibrio tra deducibilità e tassazione
Una volta messa al sicuro la delibera, c’è da capire: qual è la cifra corretta da erogare?
Il compenso dell’amministratore è una vera e propria “bilancia fiscale” tra le tasse della società e quelle personali.
Un compenso alto riduce gli utili della SRL e quindi fa risparmiare IRES, ma aumenta la tassazione IRPEF e i contributi INPS a tuo carico.
Al contrario, un compenso basso comporta meno tasse e contributi personali, ma lascia più utili in società, aumentando la tassazione IRES.
Per questo motivo, la scelta del compenso non dovrebbe essere casuale: esiste un punto di equilibrio che consente di ridurre la pressione fiscale complessiva e aumentare il netto disponibile.
Se la strategia non è studiata con attenzione matematica, il presunto beneficio fiscale si trasforma in un costo aggiuntivo netto per le casse della famiglia/impresa.
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FAQ delibera compenso amministratore SRL: le risposte alle tue domande
Il compenso deve essere stabilito tramite una delibera assembleare specifica, adottata preventivamente rispetto all’erogazione. Questo passaggio ne garantisce ufficialità e incontestabilità, evitando decisioni arbitrarie o retroattive che potrebbero generare contestazioni fiscali.
L’amministratore della SRL per il lavoro viene remunerato attraverso il compenso amministratore,
trattandolo fiscalmente come reddito assimilato a quello di lavoro dipendente applicando la relativa disciplina fiscale. Tuttavia, su espressa decisione, può svolgere il ruolo anche senza compenso.
I compensi corrisposti agli amministratori sono considerati redditi assimilati al lavoro dipendente e sono soggetti al versamento dei contributi previdenziali alla Gestione Separata INPS.
L’ideale è che la delibera sia preventiva, prima dell’inizio dell’incarico e della registrazione del costo in bilancio. Tuttavia, è ammessa anche una delibera successiva, purché adottata dall’assemblea che approva il bilancio in cui il compenso è stato imputato.
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