Differenza tra cessione e trasferimento d’azienda: qual è?

Cessione e trasferimento d’azienda pur sembrando termini molto simili, sono caratterizzati da una sottile differenza che li distingue. Continua a leggere per scoprire qual è la differenza tra cessione e trasferimento d’azienda, perché l’imprenditore è tentato dall’acquisto di un’impresa e quali sono i motivi che spingono invece alla vendita.

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Cos’è la cessione d’azienda?

Che sia cessione d’azienda o trasferimento, quando si effettua una delle due operazioni, quel che cambia principalmente è il soggetto titolare dell’attività. Il cambiamento avviene indipendentemente dal tipo di negozio giuridico utilizzato dal cedente e cessionario per effettuare il passaggio.

La cessione d’azienda può avvenire innanzitutto mediante un’operazione di vendita in cui cedente cede e un cessionario acquista dietro il pagamento di un corrispettivo l’attività. Viene ceduta tutta l’azienda con tutti gli asset, materiali e immateriali, compresi tutti i contratti già stipulati dal vecchio imprenditore. 

Oltre alla vendita, la cessione si può realizzare attraverso quelle che in economia vengono chiamate operazioni straordinarie. Pensiamo ad esempio, alla fusione, alla cessione oppure alla scissione aziendale. Si tratta di operazioni assolutamente importanti poiché a volte vengono utilizzate per configurare in maniera diversa tutta la struttura societaria per ridurre il carico fiscale. 

Ciò che conta è che, alla fine dell’operazione, il titolare dell’azienda sia un altro soggetto rispetto a quello precedente. 

Cos’è il trasferimento d’azienda?

La cessione d’azienda non deve essere confusa con il trasferimento di un ramo dell’impresa. Un ramo potrebbe essere un punto vendita oppure un settore dell’azienda stessa.

Il trasferimento ha per oggetto la cessione di una parte dell’azienda. Invece di tutto il complesso aziendale, vengono ceduti solo alcuni beni, alcuni rapporti giuridici. Insomma, tutti quegli asset che, anche se vengono slegati dal complesso aziendale, possono funzionare lo stesso e garantire all’attività di andare avanti  separatamente.

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Differenza tra cessione e trasferimento d’azienda

Trasferimento e cessione d’azienda, pur sembrando termini molto simili, sono diversi tra loro. Non esiste, allo stesso tempo, una vera differenza tra le due operazioni. In pratica le uniche due differenze, se così possiamo chiamarle, sono che:

  • la cessione d’azienda consiste nel cedere tutto il complesso di beni facenti parte la stessa. Ad eccezione, ovviamente, di quei beni che vengono esplicitamente esclusi.
  • il trasferimento invece permette il passaggio da un titolare all’altro di una parte dell’azienda. 

Leggi anche: Come e quanto costa cedere le quote della srl?

La cessione d’azienda, da ricordare, si realizza quando vengono ceduti tutti gli asset e i rapporti giuridici che la stessa durante il suo ciclo di vita ha accumulato. Vengono inclusi anche i rapporti di lavoro con i dipendenti e anche quelli con i fornitori.

Perché si acquista un’azienda?

Cedere, trasferire o acquistare un’azienda sono operazioni che vengono fatte per diversi motivi. Tra i motivi che spingono un soggetto a comprare un’azienda, invece, possiamo citare alcuni, quali:

  • espandere la propria presenza in altri mercati fino a ora inesplorati per lui;
  • necessità di investire per avere un ritorno economico;
  • diversificare l’attività in più settori senza rimanere ancorati in uno e ridurre automatiche l’eventualità di avere un maggior guadagno;
  • eliminare un potenziale concorrente nel mercato in cui lo stesso opera;
  • disporre di determinati beni necessari alla propria azienda per la produzione senza più acquistarli. In pratica l’imprenditore compra l’impresa nella quale acquista materie prime. In questo modo risparmia denaro.

Perché si cede un’azienda?

Tra i motivi che spingono a cedere un’azienda sono tanti. Ad esempio, l’imprenditore decide di dedicarsi ad altro, oppure vuole avviare nuove attività, investendo di continuo. 

Altre volte, invece, si pensa di cedere l’azienda perché tartassati dalla pesante pressione fiscale. Tant’è che, in Italia, si è ormai consolidata la teoria che fare impresa in Italia sia praticamente impossibile.

Questa teoria spesso viene alimentata da dati non incoraggianti, che mettono in luce una situazione ostile alle imprese italiane. Eppure nonostante questo scenario, ci sono grandi realtà imprenditoriali e migliaia micro e piccole e medie imprese che crescono e si impongono sul mercato nonostante la pesante tassazione.

Perché questo avviene? Quali mosse giuste hanno fatto? E quali sono gli errori che commettono le altre aziende? 

Leggi anche: Ridurre la pressione fiscale delle imprese: strategie fiscali 2022

Questo avviene perché, ci sono imprenditori lungimiranti che, grazie a specifiche tecniche di pianificazione fiscale riescono ad abbattere il peso del Fisco anche del 50%. Ma tutto questo lo fanno da soli o assistiti da professionisti specializzati? Purtroppo, il quadro normativo non è semplice. Se già un semplice professionista non basta per avviare un efficace processo di pianificazione fiscale, può riuscirci un solo imprenditore?

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