Distribuzione utili SRL: come evitare il 26%

La distribuzione degli utili in una SRL è il momento in cui i soci decidono di prelevare parte dei profitti prodotti dall’azienda (articolo 2433 del Codice Civile). Questo passaggio comporta una tassazione fissa del 26% sui dividendi, che può ridurre sensibilmente il vantaggio economico. Tuttavia, esistono strategie legali di pianificazione fiscale per ridurre o evitare questo carico.

Continua a leggere per scoprire:

  • come funziona la distribuzione degli utili;
  • come ottimizzare la gestione fiscale degli utili della SRL, per preservare il valore della tua impresa e ridurre al minimo la tassazione dei dividendi.

Oppure, chiedi ora una consulenza gratuita.

Richiedi la tua prima
consulenza gratuita

Cosa significa distribuire gli utili in una SRL? 

La distribuzione degli utili in una SRL è l’operazione con cui i soci ricevono una parte dei profitti maturati dall’azienda. Con l’approvazione del bilancio, l’assemblea può decidere se:

  • reinvestire gli utili per la crescita aziendale;
  • distribuirli ai soci sotto forma di dividendi.

La distribuzione dei dividendi comporta il prelievo fiscale del 26% a titolo d’imposta, che riduce il guadagno netto dei soci. L’articolo 27 del DPR 600/73, infatti, stabilisce che le società “operano, con obbligo di rivalsa, una ritenuta del 26 per cento a titolo d’imposta sugli utili in qualunque forma corrisposti […] a persone fisiche residenti in relazione a partecipazioni qualificate e non qualificate…”.

Normativa sulla distribuzione utili SRL

La distribuzione è regolata dagli articoli 2433 e 2478-bis del Codice Civile, che stabiliscono limiti e condizioni.

La Legge di Bilancio 2018 ha uniformato la tassazione dei dividendi:

  • tutti i dividendi distribuiti ai soci persone fisiche sono soggetti a ritenuta secca del 26%.
  • non esiste più distinzione tra partecipazioni qualificate e non qualificate.

In sintesi: sul dividendo percepito, il socio versa il 26% di tasse al Fisco.

Come funziona il prelievo del 26% d’imposta sugli utili

Il 26% viene trattenuto direttamente al momento della distribuzione.

In pratica:

  • la società delibera la distribuzione degli utili;
  • sul dividendo erogato, viene applicata la ritenuta fiscale;
  • il socio riceve solo la quota netta, già decurtata dell’imposta.

È un costo significativo che riduce la convenienza della distribuzione utili rispetto ad altre forme di remunerazione.

Esempio pratico distribuzione utili SRL (scenario €50.000)

VoceImporto (€)
Utile ante imposte50.000
Imposte societarie (IRES + IRAP)13.950
Dividendi distribuiti36.050
Imposta dividendi (26%)9.373
Netto al socio26.677

Iscriviti alla
newsletter TAX INSIGHT

Come evitare il 26% di imposta sulla distribuzione utili

La gestione fiscale della SRL è fondamentale per evitare di versare oltre il 60% dell’utile prodotto, se consideriamo anche la contribuzione INPS. Per questo motivo conviene valutare strategie alternative che permettono di ridurre il carico fiscale, aumentare il netto percepito dai soci ed erogare liquidità periodica ai soci.

Ecco alcuni strumenti che garantiscono al socio di colmare il giusto fabbisogno economico dei soci, evitando di prelevare utili (salvo eccezioni) e offrendo vantaggi fiscali significativi.

Marchio registrato

L’utilizzo del marchio consente alla SRL di valorizzare i propri beni immateriali, riducendo il carico fiscale grazie alla possibilità di dedurre le spese legate alla gestione e allo sfruttamento del marchio.

Prestazioni accessorie

Le prestazioni accessorie SRL consentono di attribuire ai soci compensi alternativi ai dividendi, garantendo maggiore flessibilità rispetto al tradizionale apporto di capitale sociale.

Rimborsi e indennità

I rimborsi spese di trasferta consentono di coprire costi di trasferte e missioni, deducendo le spese e ottenendo benefici fiscali. Questo è particolarmente utile per coprire spese sostenute per attività lavorative fuori sede senza incidere sugli utili.

Confronto tra strumenti alternativi alla distribuzione utili SRL

StrumentoTassazione applicataDeduzione per la SRLVantaggi principaliLimiti / Attenzioni
Marchio registratoReddito da royalties (IRPEF)DeducibileValorizza beni immateriali, riduce utili imponibiliNecessario marchio registrato e contratto di licenza
Prestazioni accessorie IRPEF progressivaDeducibileRemunerazione flessibile dei sociAccordi chiari tra società e soci
Rimborsi e indennitàEsenti se documentatiDeducibiliCoprono spese di trasferta e missioni senza incidere sugli utiliDevono essere giustificati e contabilizzati

Perché la distribuzione utili può essere inefficiente

Su 50.000 € di utile iniziale, al socio arrivano effettivamente meno di 27.000 €, mentre oltre il 46% viene assorbito da IRES, IRAP e imposta sui dividendi.

 Inoltre:

  • i dividendi non sono deducibili e non riducono l’imponibile societario;
  • non offrono vantaggi contributivi (nessun effetto su INPS o previdenza);
  • riducono la liquidità aziendale senza generare alcun beneficio fiscale.

Come distribuire utili senza sprechi fiscali

La distribuzione è il metodo più semplice per prelevare risorse da una SRL, ma la tassazione del 26% può erodere gran parte dell’importo percepito.

Per questo è utile valutare alternative più efficienti, come:

  • strumenti di pianificazione fiscale che riducono la doppia tassazione;
  • soluzioni che preservano la liquidità e ottimizzano il carico fiscale.

Iscriviti a Tax Insight!
Ogni mese ricevi:

  • strategie per ridurre il carico fiscale della tua SRL;
  • consigli pratici per proteggere utili e patrimonio;
  • aggiornamenti fiscali spiegati in modo semplice e applicabile.

Niente teoria. Solo ciò che serve davvero alla tua impresa.

Iscriviti alla
newsletter TAX INSIGHT

FAQ distribuzione utili SRL: le risposte alle tue domande

Come si distribuiscono gli utili di una SRL?

Gli utili della SRL possono essere distribuiti ai soci sotto forma di dividendi, con pesanti implicazioni fiscali. Tuttavia, per alleggerire la tassazione, è possibile utilizzare strategie di pianificazione fiscale.

Quando si paga il 26% sugli utili?

L’imposta del 26% sulla distribuzione degli utili deve essere versata entro il 16 del mese successivo al trimestre in cui è stato erogato il dividendo.

Dove finiscono gli utili non distribuiti?

Gli utili non distribuiti, dedotte le somme obbligatoriamente destinate alla riserva legale, vengono accantonati e formano una riserva patrimoniale della società.

Come evitare la tassazione distribuzione utili al 26%?

Per evitare la tassazione del 26% sulla distribuzione degli utili si vanno adottare diverse strategie di pianificazione fiscale. Tra le più efficaci ci sono: l’utilizzo di una holding, che permette ridurre la tassazione all’1,2%; l’erogazione di compensi da amministratore, welfare aziendale o rimborsi spese deducibili, prestazioni accessorie; lo sfruttamento di royalties su marchi e brevetti per trasformare gli utili in redditi con un trattamento fiscale più vantaggioso.

Quando si possono prelevare gli utili di una SRL?

Gli utili di una SRL possono essere prelevati solo se l’azienda ha generato un risultato positivo e dopo l’approvazione del bilancio da parte dell’assemblea dei soci. Se la società registra perdite o non realizza utili, i soci non possono effettuare prelievi. Questo significa che il reddito dei soci dipende direttamente dalla salute finanziaria dell’impresa, rendendo fondamentale una gestione oculata e una pianificazione fiscale efficace.

Quanto paga una SRL sugli utili?

La SRL paga il 24% di IRES sugli utili prodotti. Non è l’unica imposta, perché la tassazione della SRL prevede anche il pagamento dell’IRAP pari al 3,9%, che si applica alla differenza tra ricavi e costi di produzione.

Come abbassare l’utile per pagare meno tasse?

La SRL per pagare meno tasse deve abbattere l’utile attraverso l’utilizzo di strategie di pianificazione fiscale che garantiscono ai soci una “fonte di reddito” periodica. In questo modo, viene abbattuto l’utile fiscale riducendo la tassazione della SRL.

Che tasse paga il socio di una SRL?

Se il socio è persona fisica, la distribuzione degli utili è tassata con un’aliquota del 26% come imposta sostitutiva. Se il socio è una società, la tassazione è ridotta con un’esenzione del 95%.

Leggi anche:

Condividi l'articolo

Richiedi la tua prima
consulenza gratuita

Potrebbe interessarti anche