Quando si parla di incentivi per i dipendenti, le imprese hanno due opzioni principali: fringe benefit e welfare aziendale. Entrambi gli strumenti permettono di migliorare la soddisfazione e la produttività, ma quale conviene davvero alla tua azienda? Continua a leggere, in questo articolo vedremo cosa sono questi due strumenti e quale potrebbe risultare più conveniente per le casse dell’impresa.
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Fringe benefit e welfare aziendale? Sai fare la scelta giusta?
Cosa sono i fringe benefits?
I fringe benefits sono compensi non monetari. Si tratta, infatti, di beni e servizi erogati al dipendente (a tutti oppure solo al singolo collaboratore) senza che vi sia un obbligo di natura normativa. In altre parole, è una scelta che viene fatta dall’azienda al fine di incentivare e valorizzare i propri collaboratori.
Limiti e benefici fiscali dei fringe benefit
I fringe benefit godono di un trattamento fiscale favorevole, ma sono soggetti a dei limiti annuali stabiliti dalla legge. La Legge di Bilancio 2025, infatti, hanno aumentato la loro soglia di esenzione (prima stabilita a 258,23 euro):
- fino a 1.000 euro: esenzione dal reddito per beni, servizi e rimborsi per tutti i lavoratori;
- fino a 2.000 euro: esenzione dal reddito per beni, servizi e rimborsi per i lavoratori con figli a carico;
- fino a 5.000 euro: esenzione dal reddito per beni, servizi e rimborsi per i nuovi assunti che si trasferiscono oltre 100 km dal luogo di lavoro.
Oltre questa soglia, che è prevista per il triennio 2025-2027, diventano tassabili.
I principali strumenti di fringe benefit
I fringe benefit rappresentano un insieme di vantaggi non monetari offerti ai dipendenti, con l’obiettivo di aumentare il loro benessere e incentivare la produttività. Tra i più diffusi troviamo:
- auto aziendali: concesse per uso personale o promiscuo;
- abitazioni aziendali: alloggi forniti dall’impresa.
- dispositivi elettronici: come smartphone e laptop.
Questi strumenti offrono benefici fiscali sia per il dipendente sia per l’azienda, se utilizzati correttamente nel rispetto delle normative.
Cos’è il welfare aziendale?
Il welfare aziendale è l’insieme di beni e servizi che viene erogato dall’impresa al dipendente con l’obiettivo di integrare la normale retribuzione. In buona sostanza, possiamo definirlo come una modalità di aumento dello stipendio senza l’utilizzo monetario.
I servizi e i beni offerti tramite il welfare – stabiliti dopo un’analisi delle esigenze dei propri dipendenti – è come se venissero comprati dall’azienda e poi erogati. L’azienda, su questi beni, non versa contribuzione INPS (circa il 30% sull’imponibile previdenziale) e non paga INAIL. Ciò rende questo strumento un valido strumento di integrazione salariale.
Obiettivi del welfare aziendale
Gli obiettivi principali del welfare aziendale sono: aumentare la motivazione, favorire la produttività e fidelizzare i collaboratori, contribuendo a un ambiente lavorativo più armonioso.
I principali strumenti di welfare aziendale
Il welfare aziendale offre strumenti volti a migliorare il benessere dei dipendenti e a garantire vantaggi fiscali per l’azienda. Tra i più comuni troviamo:
- buoni pasto e mense aziendali: utili per coprire le spese alimentari;
- servizi di assistenza sanitaria: piani assicurativi o rimborsi per cure mediche;
- supporto alla famiglia: come rimborsi per asili nido o contributi per l’istruzione;
- iniziative per il tempo libero: abbonamenti a palestre o attività culturali.
Questi strumenti non solo aumentano la soddisfazione del personale, ma permettono anche all’azienda di ottimizzare il carico fiscale.
Differenza tra fringe benefit e welfare aziendale
Fringe benefit e welfare aziendale sono due strumenti utilizzati dalle aziende per migliorare il benessere dei dipendenti, ma presentano differenze significative.
| Caratteristica | Fringe Benefit | Welfare Aziendale |
| Esempi | Auto aziendali, buoni pasto, polizze assicurative | Orari flessibili, smart working, corsi di formazione |
| Scopo | Integrare la retribuzione | Migliorare la qualità della vita lavorativa |
| Modalità di erogazione | Erogato spesso tramite accordo individuale | Offerto alla generalità o categorie omogenee |
| Aspetti fiscali | Tassati come parte della retribuzione | Possibili vantaggi fiscali se rientrano in categorie specifiche |
| Focalizzazione | Vantaggi economici immediati | Equilibrio tra vita lavorativa e personale |
| Fiscalità | Non concorre alla formazione del reddito il valore dei beni e servizi fino alle soglie stabilite dalla Legge di Bilancio 2025 | Non concorre alla formazione del reddito |
| Contribuzione | Ordinaria (salvo il limite di esenzione) | Di solidarietà del 10% in caso di previdenza complementare e assistenza sanitaria integrativa |
| Impatto sulla soddisfazione | Contribuisce al coinvolgimento e alla retention | Favorisce il benessere complessivo e la motivazione |
Fringe benefit o welfare aziendale?
Ora che abbiamo chiaro quali sono le differenze che intercorrono tra fringe benefit e welfare aziendale, la domanda sorge sponatanea:
- quale devo utilizzare nella mia azienda?
Quando scegliere i fringe benefit
I fringe benefit sono più adatti per premi occasionali o incentivi specifici, come l’uso di auto aziendali o rimborsi per abbonamenti a palestre. Sono ideali per situazioni in cui nasce il desiderio di premiare i dipendenti senza impegnarti in programmi a lungo termine.
Quando scegliere il welfare aziendale
SE l’obiettivo è creare un sistema di benefit duraturo e ben integrato nella cultura aziendale, il welfare aziendale è sicuramente la scelta migliore, anche perché è completamente deducibile per l’azienda. Il welfare aziendale, inoltre, può essere erogato anche agli amministratori secondo una risposta dell’Agenzia delle Entrate aumentando, di fatto, i vantaggi fiscali e contributivi per l’azienda.
Conclusioni
Tuttavia, non è possibile stabilire a priori quale sia lo strumento più conveniente per la tua azienda. La scelta tra welfare aziendale e fringe benefit dipende dalle esigenze specifiche della tua azienda e dei tuoi dipendenti. Per cui necessita di un “abito da cucire su misura” evitando l’applicazione generalizzata di strategie fiscali e contributive.
E come sai, oggigiorno, trovare soluzioni per ridurre le tasse è fondamentale per ogni impresa: solo così eviti di subire l’imposizione fiscale alla quale la tua impresa è assoggetta e utilizzare il denaro risparmiato, magari per investire e accrescere il business.
Per capire se welfare aziendale o fringe benefit sono davvero vantaggiosi per la tua impresa, serve un’analisi specifica, non soluzioni generiche.
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FAQ Fringe benefit e welfare aziendale: le risposte alle tue domande
È forma di retribuzione non in denaro destinata al dipendente di un’azienda. I beni o i servizi vengono acquistati dall’azienda che poi li eroga ai dipendenti o a chi ne ha diritto tra il personale aziendale.
Il welfare aziendale spetta a tutti i dipendenti di un’azienda, sia a tempo indeterminato che a tempo determinato, anche se con contratto part-time. Tuttavia, l’accesso ai servizi e ai benefit previsti dal piano di welfare aziendale può essere differenziato in base a diversi criteri
Possono rientrare svariati tipologie di beni e servizi. Tra i tanti, abbiamo: previdenza sociale e sanitaria, viaggi, corsi di formazione, abbonamenti a palestre. Tutti servizi e beni che possono essere di supporto per il dipendente e i propri familiari.
Sono 3: welfare da contratto (stabilito per legge Contratto collettivo – CCNL); welfare di produttività (basato sui risultati ottenuti dall’azienda); welfare puro (previsto per categorie omogenee di lavoratori e disciplinato da un regolamento aziendale unilaterale).
I fringe benefit più comuni per i dipendenti includono smartphone, computer portatili, alloggi aziendali, buoni pasto, carburante, gift card e auto aziendali in uso promiscuo, utilizzabili anche per fini personali.
I fringe benefits sono compensi extra rispetto alla retribuzione ordinaria, mentre i flexible benefits rappresentano una forma complementare di retribuzione. Questa distinzione comporta trattamenti fiscali e giuridici differenti per ciascun tipo di benefit aziendale.
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