Donazione quote societarie ai figli: quando è esente da imposta

Trasferire le quote societarie ai figli è una delle scelte più frequenti quando si pianifica il passaggio generazionale in azienda. Tuttavia, molti imprenditori si chiedono: quando la donazione quote societarie ai figli è esente da imposta?

Recentemente, una risposta dell’Agenzia delle Entrate (interpello n. 271/E/2025) ha chiarito in quali casi la donazione delle quote di una holding o società non sconta imposta di donazione, confermando importanti vantaggi per chi pianifica in anticipo la successione familiare.

Continua a leggere per scoprire:

  • cos’è la donazione;
  • come funziona la tassazione della donazione;
  • quando è esente da imposta;
  • un’esempio pratico di come funziona;
  • perché è importante pianificare per tempo.

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Che cos’è la donazione

La donazione di quote societarie consiste nel trasferimento gratuito della partecipazione in una società (SRL, SpA o holding) da un soggetto all’altro – tipicamente da un genitore ai figli.

L’operazione è un atto tra vivi e consiste in un contratto che permette al genitore di trasferire l’azienda al figlio, così da garantirne la continuità, senza ricevere alcun corrispettivo in cambio.

Cosa si può donare ai figli

È un atto stipulato con atto pubblico davanti a un notaio, e può riguardare:

  • quote o azioni di società operative;
  • partecipazioni in holding pure o miste;
  • la sola nuda proprietà delle quote, mantenendo l’usufrutto al donante.

Quali sono gli effetti della donazione quote societarie ai figli

La donazione è irrevocabile. Quando la donazione è conclusa, il figlio diventa titolare dell’azienda, del ramo d’impresa o di alcune partecipazioni societarie.  

Qual è la tassazione della donazione di quote societarie

La donazione è soggetta all’imposta di donazione, con aliquote che variano in base al grado di parentela.

Rapporto tra donante e beneficiarioAliquota imposta di donazioneFranchigia
Genitori e figli4%1.000.000 € per ciascun beneficiario
Fratelli e sorelle6%100.000 €
Altri soggetti8%Nessuna franchigia

È possibile evitar l’imposta sulla donazione?

L’ordinamento prevede un’esenzione importante per le donazioni di partecipazioni societarie quando si trasferisce il controllo effettivo dell’impresa ai discendenti.

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Quando non è dovuta l’imposta di donazione

L’esenzione si applica se si verificano tre condizioni fondamentali (articolo 3, comma 4-ter del D.Lgs. 346/1990):

1. Trasferimento del controllo effettivo

Il donatario (o i donatari, se più figli) deve acquisire il controllo della società, ossia la maggioranza dei voti in assemblea ordinaria (articolo 2359, comma 1, n. 1 del Codice Civile).

Questo vale anche se il donante mantiene l’usufrutto o alcuni diritti particolari nello statuto, purché non limitino il controllo.

2. Impegno di mantenimento

I beneficiari devono impegnarsi a mantenere il controllo per almeno cinque anni dalla donazione.

Se cedono le quote prima di tale termine, decadono dall’agevolazione e devono versare l’imposta con sanzioni e interessi.

3. Dichiarazione formale nell’atto di donazione

L’atto deve contenere una clausola esplicita che certifichi il trasferimento del controllo e l’impegno quinquennale dei donatari.

Nel caso di donazione della sola nuda proprietà, è necessaria una convenzione sul voto che attribuisca ai nudi proprietari la maggioranza dei diritti di voto.

Condizioni per beneficiare dell’esenzione sull’imposta di donazione

CondizioneRequisito principaleNote
Trasferimento del controlloIl donatario deve ottenere la maggioranza dei voti in assemblea ordinariaVale anche se il donante mantiene l’usufrutto
Mantenimento per 5 anniIl controllo va mantenuto per almeno cinque anniIn caso di cessione anticipata si perde l’esenzione
Dichiarazione nell’attoL’atto deve indicare l’impegno quinquennale e il trasferimento del controlloObbligatoria anche la convenzione sul voto in caso di nuda proprietà

Il caso dell’Agenzia delle Entrate: confermata l’esenzione per le holding

Con la risposta a interpello n. 271/E/2025, l’Agenzia delle Entrate ha confermato che l’esenzione dall’imposta di donazione si applica anche alla donazione di quote di holding, pure in presenza di diritti particolari riservati al donante.

Nel caso specifico, una madre aveva donato ai figli la nuda proprietà del 95% di una holding industriale, mantenendo per sé l’usufrutto e alcuni poteri statutari (convocare l’assemblea, veto su decisioni strategiche, diritto agli utili).

L’Agenzia ha ritenuto che questi diritti non pregiudicano il trasferimento del controllo, confermando così l’esenzione totale dall’imposta di donazione.

Esempio pratico: il risparmio fiscale possibile

Immaginiamo una holding dal valore di 5 milioni di euro donata ai due figli:

  • Senza esenzione, l’imposta di donazione sarebbe pari al 4% sulla parte eccedente la franchigia di 1 milione per ciascun figlio, quindi circa 200.000 euro complessivi.
  • Con l’esenzione prevista dall’articolo 3, comma 4-ter, l’imposta è azzerata, con un risparmio immediato di 200.000 euro.
DescrizioneSenza esenzioneCon esenzione
Valore holding5.000.000 €5.000.000 €
Imposta dovuta200.000 €0 €
Risparmio fiscale200.000 €

Donazione quote societarie ai figli e passaggio generazionale

L’agevolazione fiscale sulla donazione di quote societarie rappresenta uno strumento strategico per la pianificazione patrimoniale e familiare.

Permette di:

  • trasferire l’impresa ai figli in modo anticipato, evitando future liti ereditarie;
  • ridurre l’impatto fiscale sul patrimonio familiare;
  • garantire continuità gestionale all’azienda, soprattutto in presenza di più società o di una holding.

In questo senso, la donazione può affiancarsi ad altri strumenti di tutela e pianificazione, come la società semplice o il trust familiare, per proteggere il patrimonio aziendale e personale nel lungo periodo.

Perché è importante pianificare

L’utilizzo della donazione delle quote societarie ai figli come strumento per effettuare il passaggio generazionale è un’opzione molto utile all’imprenditore. Questo chiarimento rafforza la tutela fiscale nei passaggi generazionali, anche in gruppi strutturati con holding.

In pratica, consente di trasferire gratuitamente quote societarie (anche di valore elevato) senza pagare imposta di donazione, se viene trasferito il controllo effettivo e rispettate le regole formali (statuto, convenzione sul voto, impegno quinquennale).

Pianifica oggi significa risparmiare domani

La recente interpretazione dell’Agenzia delle Entrate rappresenta una conferma importante per imprenditori e famiglie: la donazione delle quote societarie ai figli può essere totalmente esente da imposta, se gestita correttamente dal punto di vista giuridico e fiscale.

Valutare in anticipo la struttura societaria, lo statuto e la tipologia di partecipazioni è fondamentale per evitare errori e massimizzare i benefici.

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FAQ donazione quote societarie ai figli: le risposte alle tue domande

Quando la donazione delle quote è esente da imposta?

L’esenzione si applica se: il donatario acquisisce il controllo effettivo della società; si impegna a mantenere il controllo per almeno 5 anni; l’atto di donazione riporta esplicitamente tale impegno.

Quali aliquote si applicano sulla donazione se non si rientra nell’esenzione?

4% tra genitori e figli (con franchigia di 1 milione di euro per beneficiario); 6% tra fratelli e sorelle (franchigia 100.000 euro); 8% per altri soggetti (nessuna franchigia).

È possibile donare solo una parte delle quote?

Sì, ma per beneficiare dell’esenzione l’operazione deve comunque garantire al donatario il controllo della società (cioè la maggioranza dei diritti di voto).

Cosa succede se il figlio vende le quote donate prima dei 5 anni?

In questo caso si perde l’agevolazione e si devono versare l’imposta di donazione non pagata, le sanzioni e gli interessi.

La donazione può riguardare anche società di persone o solo società di capitali?

Può riguardare entrambe, ma l’esenzione si applica solo se è rispettata la condizione del controllo effettivo (più semplice da verificare nelle società di capitali).

Serve l’intervento di un notaio per la donazione?

Sì, la donazione di quote societarie deve essere formalizzata con atto pubblico notarile, alla presenza di due testimoni.

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