L’imposta di successione è il tributo che colpisce il trasferimento del patrimonio agli eredi dopo la morte. Per l’imprenditore è un rischio finanziario che, se non pianificato, può frammentare il patrimonio o costringere gli eredi a svendere asset (immobili o quote) per trovare la liquidità necessaria da pagare al Fisco.
In Italia, il regime fiscale dell’imposta di successione (regolato dal D.Lgs 346/1990) è ancora uno dei più favorevoli d’Europa, ma le regole sono rigide. Il calcolo dell’imposta di successione varia in base al grado di parentela e alla tipologia di beni ereditati. A volte, può essere pure pari a zero, altro no. Pertanto, è fondamentale capire il grado di parentela per definire la somma corretta da versare all’Erario.
Continua a leggere, in questa guida troverai tutte le informazioni aggiornate su cos’è l’imposta di successione, come funziona il calcolo, quali sono le aliquote da applicare e, soprattutto, come ridurre il carico fiscale nel passaggio generazionale d’impresa.
Oppure, puoi richiedere ora una consulenza gratuita e pianificare al meglio il trasferimento del tuo patrimonio.
Quanto costa trasferire un bene o azienda?
- Cos’è l’imposta di successione
- Quali sono le aliquote dell’imposta di successione?
- Oltre la successione: le imposte che erodono il patrimonio immobiliare
- Come si calcola l’imposta di successione
- Pagamento imposta di successione: come versare la tassa
- Come gestire l’imposta di successione: strategie per l’impresa
- Perché pianificare oggi è importante
- FAQ calcolo imposta successione: le risposte alle tue domande
Cos’è l’imposta di successione
L’imposta di successione è il tributo applicato sul valore dei beni (come immobili, aziende, quote societarie e titoli) trasferiti agli eredi. L’obiettivo è tassare il passaggio di ricchezza da un soggetto a un altro ed è calcolata sulla base del valore di mercato dei beni ricevuti e valore catastale rivalutato per gli immobili.
Come funziona l’imposta di successione
Il calcolo dell’imposta di successione non è uguale per tutti:
- dipende dal grado di parentela tra il defunto e l’erede;
- è influenzato dalla normativa fiscale vigente al momento dell’apertura della successione.
Inoltre, esistono franchigie, ovvero soglie di esenzione: se il valore ereditato rientra in queste soglie, non si paga alcuna imposta. In certi casi, quindi, l’erede può ricevere il patrimonio senza alcun costo fiscale.
Quali sono le aliquote dell’imposta di successione?
Le aliquote dell’imposta di successione cambiano in base al legame di parentela.
| Grado di parentela | Aliquota | Franchigia | Note operative |
| Coniuge e figli (parenti in linea retta) | 4% | 1.000.000€ | La franchigia vale per ogni singolo erede. Si paga il 4% solo sull’eccedenza |
| Fratelli e sorelle | 6% | 100.000€ | Franchigia per ciascun fratello/sorella |
| Altri parenti fino al 4° grado (es. nipoti collaterali, cugini) | 6% | Nessuna (0 €) | Si paga sul totale ereditato |
| Soggetti non parenti (es. conviventi non sposati, amici) | 8% | Nessuna (0 €) | Tassazione massima sul totale |
| Eredi portatori di handicap grave (L. 104/92) | Varie | 1.500.000€ | Tutela rafforzata indipendentemente dal grado di parentela |
Nonostante l’elevata pressione fiscale generale, in Italia il calcolo dell’imposta di successione risulta particolarmente vantaggioso rispetto ad altri Paesi.
Esempio pratico
Se lasci un patrimonio di 2.500.000 € a due figli (1.250.000 € a testa), entrambi usufruiranno della franchigia di 1 milione.
Pagheranno il 4% solo sui 250.000 € eccedenti.
Tassa totale: 10.000 € a testa.
Oltre la successione: le imposte che erodono il patrimonio immobiliare
Se nell’eredità sono presenti immobili (case, terreni, capannoni non strumentali), bisogna aggiungere:
- imposta ipotecaria: 2% del valore catastale.
- imposta catastale: 1% del valore catastale.
Queste imposte si pagano sempre, anche se il valore dell’eredità è sotto la franchigia del milione di euro, a meno che non si richieda l’agevolazione “prima casa” (tassa fissa 200 €).
Come si calcola l’imposta di successione
Il calcolo dell’imposta di successione avviene sulla differenza tra:
- attivo ereditario: somma di beni e diritti trasferiti (immobili, aziende, titoli, crediti, rendite);
- passivo ereditario: debiti, spese mediche e funerarie (deducibili fino a 1.032,91 euro), eventuali imposte estere pagate sulla stessa successione.
In pratica, si sommano i valori dell’attivo e si sottraggono le passività per ottenere la base imponibile, su cui poi si applicano le aliquote previste.
Calcolo base imponibile per trasferimenti d’azienda
Nel caso di trasferimenti d’azienda o di quote societarie, è prevista un’esenzione dall’imposta di successione se:
- le quote o l’azienda sono trasferite a discendenti o al coniuge;
- il beneficiario acquisisce (o mantiene) il controllo dell’impresa;
- il controllo viene conservato per almeno 5 anni.
L’agevolazione sulla successione aziendale si applica sia alle società di capitali sia alle società di persone.
Pagamento imposta di successione: come versare la tassa
Il Decreto Legislativo n. 139 del 18 settembre 2024 stabilisce che partire dal 1° gennaio 2025 il pagamento dell’imposta cambia. In pratica, quando compili la dichiarazione di successione devi autoliquidare l’imposta entro 90 giorni dal termine di presentazione della stessa.
Il nuovo sistema rende il calcolo dell’imposta di successione più rapido, semplice e meno oneroso dal punto di vista burocratico.
Come gestire l’imposta di successione: strategie per l’impresa
Per l’imprenditore, il vero nodo è il trasferimento delle quote dell’azienda ai discendenti.
È prevista l’esenzione totale dall’imposta di successione e donazione per i trasferimenti di aziende o quote sociali (di controllo) a favore dei discendenti (figli).
Condizioni per l’agevolazione
- aziende/rami d’azienda: gli eredi devono continuare l’attività per almeno 5 anni dalla data del trasferimento;
- quote o azioni (società di capitali): gli eredi devono mantenere il controllo societario per almeno 5 anni dall’apertura della successione;
- quote in società di persone: gli eredi devono conservarne la titolarità per almeno 5 anni.
Perché pianificare oggi è importante
Pianificare il trasferimento del patrimonio è fondamentale per ridurre il peso fiscale e proteggere i beni di famiglia o aziendali. Se rispetti le condizioni previste dalla normativa, soprattutto nel caso di trasferimenti d’azienda o quote societarie, puoi azzerare completamente l’imposta di successione.
Questo significa risparmiare liquidità vitale per l’impresa e garantire un futuro solido ai tuoi successori.
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FAQ calcolo imposta successione: le risposte alle tue domande
L’imposta si calcola sul valore imponibile delle attribuzioni ricevute da ciascun successore. È necessario sommare tutti i beni ereditati e sottrarre eventuali debiti della persona deceduta.
Nel patrimonio trasmesso per eredità possono rientrare diversi tipi di beni, tra cui immobili, beni mobili, partecipazioni o quote societarie, rendite, pensioni e crediti vantati dal defunto. Ogni elemento è incluso nel calcolo complessivo del valore ereditato, che sarà poi soggetto alle imposte previste.
Il pagamento può avvenire tramite addebito diretto su conto corrente o utilizzando il modello F24, che può essere presentato presso istituti bancari o uffici postali.
Il contribuente calcola e versa autonomamente l’imposta in sede di compilazione della dichiarazione di successione. Il pagamento deve essere effettuato entro 90 giorni dal termine previsto per la presentazione della dichiarazione.
Si basa sul valore del patrimonio netto contabile risultante dall’ultimo bilancio approvato (con possibili rettifiche per l’avviamento in caso di accertamento). Una Holding può aiutare a ottimizzare questo valore.