L’IRES premiale è attiva: riduzione dell’aliquota dal 24% al 20% per chi investe negli utili
È arrivato il via libera definitivo dell’IRES premiale (mini IRES): il decreto attuativo dell’8 agosto, firmato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, rende operativa la misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 (articolo 1, comma 436 ss) per incentivare investimenti e occupazione. La misura prevede una riduzione dell’aliquota IRES dal 24% al 20% per le aziende che destinano parte significativa dei propri utili a nuovi investimenti in capitale umano e capitale fisico qualificato. L’aliquota ridotta si applicherà alla dichiarazione dei redditi 2026, relativa al 2025, ed è pensata per premiare chi reinveste i profitti per far crescere l’impresa.
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Come funziona la mini IRES?
Che cos’è l’IRES premiale?
L’IRES premiale consiste nella riduzione dell’imposta dal 24% al 20% per le aziende che decidono di non distribuire gli utili prodotti, ma di investirne una parte per la propria crescita. Un’opportunità per ridurre la pressione fiscale, ma anche un vero e proprio premio per le imprese che reinvestono utili e rispettano specifici requisiti di crescita e solidità aziendale.
Chi può beneficiare della riduzione IRES?
La riduzione dell’aliquota IRES è rivolta a specifici soggetti e a condizione che non ricadano in alcune esclusioni.
Soggetti beneficiari IRES premiale
Possono accedere all’agevolazione:
- società di capitali (SPA, SRL, SAPA, cooperative e mutue assicurazioni);
- gli enti commerciali residenti in Italia (il beneficio si applica solo al reddito derivante da eventuali attività commerciali svolte);
- stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti.
Esclusioni IRES premiale
L’agevolazione non spetta a società ed enti che:
- sono in liquidazione ordinaria o assoggettati a procedure concorsuali di natura liquidatoria;
- determinano il proprio reddito imponibile sulla base di regimi forfetari (anche parzialmente);
- hanno applicato il regime di contabilità semplificata nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2024.
Quali sono le condizioni chiave per ottenere il beneficio
Per ottenere la riduzione dell’IRES, le imprese devono soddisfare tre condizioni principali, che combinano l’accantonamento degli utili, la realizzazione di investimenti qualificati e il mantenimento/aumento dell’occupazione.
1. Accantonamento dell’utile e investimenti
Una quota dell’utile d’esercizio in corso al 31 dicembre 2024 deve essere accantonata e destinata a investimenti rilevanti.
- Accantonamento: almeno l’80% dell’utile d’esercizio deve essere accantonato in un’apposita riserva.
- Investimenti: un ammontare pari ad almeno il 30% dell’utile accantonato (o il 24% dell’utile dell’esercizio precedente, se maggiore) deve essere destinato a investimenti rilevanti.
Gli investimenti rilevanti includono i beni materiali e immateriali rientranti negli allegati A e B della legge 232/2016 (Industria 4.0), così come i beni legati al piano “Transizione 5.0” che garantiscono una riduzione dei consumi energetici.
Gli investimenti devono essere realizzati a partire dal 1° gennaio 2025 ed entro la scadenza della dichiarazione dei redditi relativa all’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2024.
2. Incremento occupazionale
Le aziende devono soddisfare requisiti specifici relativi alla loro forza lavoro:
- il numero di unità lavorative per anno non deve diminuire rispetto alla media del triennio precedente;
- devono essere effettuate nuove assunzioni a tempo indeterminato, che portino a un incremento occupazionale di almeno l’1% del numero di lavoratori a tempo indeterminato mediamente occupati nel 2024, con un minimo di un lavoratore.
3. Divieto di cassa integrazione
L’impresa non deve aver fatto ricorso alla cassa integrazione guadagni ordinaria nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2024 o in quello successivo, salvo casi specifici previsti dalla normativa.
Quando si perde il beneficio (cause di decadenza)
Ci sono due casi principali in cui l’azienda perde del tutto l’agevolazione.
1. Distribuzione anticipata dell’utile accantonato
Se l’impresa distribuisce ai soci, entro il 2026, la parte di utile che doveva restare vincolata, perde il beneficio. In pratica:
- L’utile 2024 deve restare accantonato almeno fino al 2026.
- Se viene usato per coprire perdite, non c’è problema.
- Se viene distribuito troppo presto, l’azienda deve restituire le imposte risparmiate, ricalcolando l’IRES al 24%.
In caso di più riserve, si presume che l’impresa distribuisca prima quelle non vincolate (per evitare decadenze non volute).
2. Vendita o delocalizzazione dei beni agevolati
L’altra causa di decadenza riguarda gli investimenti agevolati (macchinari, impianti, ecc.). L’azienda perde il beneficio se:
- vende, disloca all’estero o usa per scopi non aziendali i beni agevolati,
- entro 5 anni dall’investimento.
Tuttavia, non decade se sostituisce il bene nello stesso anno con un altro tecnologicamente equivalente o migliore, e lo certifica correttamente.
Cosa succede in caso di decadenza
Se una delle due situazioni si verifica:
- l’azienda perde il diritto allo sconto IRES;
- deve rimborsare al Fisco la differenza tra l’imposta ridotta e quella ordinaria;
- il pagamento va fatto entro la scadenza del saldo imposte dell’anno in cui si è verificata la violazione.
Conclusioni: come sfruttare l’IRES premiale
L’IRES premiale è un incentivo temporaneo per chi reinveste gli utili e fa crescere l’azienda, ma è soggetto a regole molto rigide. Distribuire troppo presto gli utili o spostare i beni agevolati fa perdere tutto il vantaggio fiscale.
Oltre a ridurre il costo elevato della distribuzione degli utili (26%, a cui si aggiungono IRES e IRAP), questa misura non limita le possibilità dei soci di ottenere liquidità. Attraverso l’utilizzo mirato di strumenti di pianificazione fiscale, è possibile compensare i soci in modo ottimizzato, mantenendo al contempo la solidità finanziaria dell’impresa.
Se vuoi sfruttare i vantaggi dell’IRES premiale senza rinunciare alla liquidità per i soci, è fondamentale applicare le giuste strategie di pianificazione fiscale.
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FAQ mini IRES: le risposte alle tue domande
L’IRES (Imposta sul Reddito delle Società) è una tassa applicata ai redditi prodotti da società ed enti indicati nell’articolo 73 del TUIR. Ha un’aliquota ordinaria del 24% e si calcola sul reddito imponibile determinato dalla differenza tra i ricavi e i costi fiscalmente rilevanti.
L’aliquota ordinaria dell’IRES (Imposta sul Reddito delle Società) è del 24%. Tuttavia, in alcuni casi specifici, come con l’introduzione dell’IRES premiale nella Legge di Bilancio 2025, l’aliquota può essere ridotta al 20% per le imprese che soddisfano determinati requisiti di investimento e assunzioni.
I beneficiare della mini IRES sono: Società di capitali (SPA, SRL, SAPA, cooperative e mutue assicurazioni); Enti pubblici e privati con attività prevalentemente commerciale; Enti pubblici e privati con attività non prevalentemente commerciale, come associazioni culturali o sportive.
Per beneficiare della riduzione dell’IRES, le imprese devono rispettare tre requisiti chiave: accantonare parte degli utili, effettuare investimenti qualificati e garantire il mantenimento o l’aumento dell’occupazione.
Almeno l’80% dell’utile d’esercizio deve essere accantonato in un’apposita riserva dedicata.
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