Nelle bozze della prossima manovra, si fa strada l’ipotesi dell’accesso diretto da parte del Fisco ai conti correnti dei contribuenti debitori per verificarne le loro condizioni finanziarie, e poi eventualmente procedere al pignoramento. Tuttavia, se prima si aveva maggiore certezza dell’operatività, ora pare che la situazione stia cambiando: sarà vero? Come affrontare l’eventualità?
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Nuova stretta sui conti correnti: sarà vero?
Tra le novità della nuova Legge di Bilancio 2024 è prevista l’istituzione di un nuovo sistema di pignoramento dei conti correnti che consentirà all’Agenzia delle Entrate tramite accesso diretto sulle casse dei contribuenti.
Gli obiettivi previsti del nuovo sistema di controllo sono quelli di:
- recuperare direttamente i debiti attraverso i risparmi sui conti correnti;
- contrastare l’evasione e l’elusione fiscale, soprattutto nei casi in cui vengono dichiarati redditi non corrispondenti alle disponibilità effettive.
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I soggetti potenzialmente a rischio sono:
- i contribuenti in debito con l’Erario;
- i soggetti che evadono le imposte.
L’agente dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, con la previsione del nuovo sistema di controllo, potrà accedere direttamente all’interno del conto del contribuente per reperire informazioni relative alle disponibilità economiche del soggetto debitore.
Nel caso in cui vengono individuati dei crediti, allora l’Agenzia invia due notifiche:
- una alla banca per avviare l’ordine di pagamento
- una al contribuente (entro 30 giorni) per informarlo sulle somme oggetto di pignoramento.
Un accesso, quindi, diretto sui conti correnti dei contribuenti.
Operatività dall’1 gennaio?
Il nuovo sistema di controllo è previsto nella bozza delle Legge Di Bilancio 2024. Come tale, l‘operatività è subordinata all’approvazione della Manovra che rimanda poi a un decreto attuativo per quanto riguarda la definizione di tempi, modalità, risorse e soggetti coinvolti. Infatti, ad oggi, nella bozza, non figurano anche le modalità del prelievo, nonché quelle di accesso ai conti correnti.
Quindi il controllo e l’eventuale pignoramento dei conti correnti dei contribuenti, presumibilmente, non si vedrà prima dell’1 gennaio 2024.
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Tuttavia, il Premier Giorgia Meloni, sul suo profilo Facebook, la sera del 26 ottobre 2023 ha voluto precisare alcune cose, scrivendo questo post:
- Avviso ai naviganti: nella legge di bilancio NON C’È la misura che consentirebbe all’Agenzia delle Entrate di accedere direttamente ai conti correnti degli italiani per recuperare le imposte non pagate. Consiglio di non inseguire i sentito dire o documenti non ufficiali.
Sarà vero?
Conferma o smentita? Ecco come affrontare l’eventualità!
In attesa di sapere se avremo davvero un nuovo sistema di monitoraggio dei conti correnti, ciò di cui abbiamo certezza è l’aumento dei controlli da parte del Fisco; e questo per due motivi.
In primis, giustamente, per combattere l’evasione fiscale. Secondo i dati della Cgia di Mestre, nel 2022 sono state denunciate all’autorità giudiziaria ben 14.045 persone per violazioni penali tributarie, e di queste, 290 sono state arrestate.
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In secondo luogo, per rimpinguare le risorse finanziarie. Gli anni di difficoltà causati dalla pandemia e l’erogazione di vari crediti fiscali, in particolare il Super Bonus, senza un calcolo accurato dell’impatto sul bilancio statale, hanno comportato una significativa diminuzione delle riserve finanziarie dello Stato.
La situazione peggiora se pensiamo alle varie ipotesi di aumento e “illusioni” fiscali (fonte: IlManifesto.it – 25.10.2023).
Alla luce di tutto ciò, ecco la strada da percorrere:
- la riduzione del carico fiscale, utilizzando soluzioni in piena conformità con la legge, evitando approcci discutibili, è la via da seguire per ridurre le tasse;
- la protezione del patrimonio è un passo essenziale per preservarlo da potenziali minacce esterne, incluse valutazioni da parte delle autorità fiscali (anche se l’esito delle azioni di pignoramento è incerto).
Sarà bene per te seguire entrambe queste linee guida indispensabili per pianificare e affrontare con serenità il 2024; quella serenità fiscale che, purtroppo, manca a molti imprenditori, e in particolare a coloro che non attuano alcuna pianificazione fiscale sulla propria azienda.
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