Branch Exemption: più profitti all’estero e meno tasse, come?

La branch exemption è una strategia per evitare la doppia tassazione dei guadagni generati da filiali o stabili organizzazioni estere. L’agevolazione fiscale, introdotta articolo 168-ter nel Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), è particolarmente vantaggiosa perché fornisce maggiore flessibilità nella gestione della tassazione degli utili per tutti imprenditori e i soci che operano a livello internazionale. Continua a leggere per scoprire cos’è la branch exemption, come funziona, e perché può essere utilizzata per ottimizzare la tassazione e sfruttarla per incrementare i tuoi profitti.

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Cos’è la Branch Exemption?

La branch exemption (esenzione per le filiali estere) è un regime fiscale pensato per agevolare l’espansione internazionale delle imprese italiane. Con la branch exemption, i redditi prodotti dalle filiali estere vengono tassati solo nel Paese in cui sono stati generati, evitando così la doppia tassazione, sia all’estero che in Italia. Una deroga al principio di worldwide taxation, che impone la tassazione dei redditi in Italia, indipendentemente dal luogo in cui vengono generati.

Definizione e principi base della branch exemption

La branch exemption permette alle aziende di essere tassate solo nel Paese in cui i redditi sono generati, esentando la filiale estera dalla tassazione in Italia. Questo regime favorisce l’espansione internazionale delle aziende, incentivandole a investire all’estero senza gravare su di esse un eccessivo carico fiscale.

Un valido motivo per esportare fuori la propria azienda, evitando ogni rischio provocato dalla pianificazione fiscale aggressiva.

Chi può beneficiare della branch exemption?

Possono beneficiare del regime branch exemption tutte le imprese che:

  • sono residenti in Italia;
  • hanno redditi d’impresa;
  • svolgono attività commerciale all’estero tramite una stabile organizzazione.

Qual è la differenza tra tassazione delle filiali e delle società controllate

Esiste un netta differenza di tassazione tra i redditi generati dalle filiali e quelli generati dalle società controllate. In particolare:

  • redditi della stabile organizzazione: sono imputati direttamente alla società madre beneficiando del regime branch exemption;
  • redditi della società controllata: sono direttamente tassati nel Paese in cui sono stati generati. In questo caso, però, in caso di distribuzione degli utili, con uno preciso schema fiscale, chiamato holding-trading, può ridurre l’impatto della doppia tassazione.

Che cos’è la stabile organizzazione?

La stabile organizzazione è la sede, situata all’estero, in cui un’impresa italiana esercita in tutto o in parte la propria attività economica. Questo concetto è regolato dalla Convenzione contro le doppie imposizioni e dall’articolo 162 del TUIR.

Quando esiste una stabile organizzazione?

La sede estera deve essere effettiva e dimostrabile per essere considerata tale. Non basta affermare di avere una sede all’estero: è necessario dimostrare concretamente lo svolgimento di attività economica. Ciò implica la presenza di:

  • immobili fisici (uffici, officine, locali commerciali, ecc.);
  • personale stabilmente impiegato;
  • attrezzature e strumenti di lavoro utilizzati nell’attività.

Una sede estera fittizia non costituisce una stabile organizzazione.

Tipologie di stabile organizzazione

La stabile organizzazione può essere:

  • materiale: quando esiste una struttura fisica (come una filiale, un’officina, un magazzino, un ufficio o una sede direzionale);
  • personale: quando ci sono rappresentanti o agenti non indipendenti che concludono abitualmente contratti per conto dell’impresa italiana.

Verifica da parte dell’Agenzia delle Entrate

La presenza della stabile organizzazione è soggetta a controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate. Quest’ultima, in collaborazione con l’autorità fiscale del Paese estero, può accertare che ci siano tutti i requisiti per qualificare la sede come operativa e fiscalmente rilevante.

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Come funziona la Branch Exemption in pratica?

Il regime della branch exemption può essere scelto da qualsiasi impresa residente in Italia, a condizione che:

  • sia titolare di reddito d’impresa;
  • svolga attività commerciale all’estero tramite una o più stabili organizzazioni.

Quando e come si aderisce

L’adesione al regime deve essere esercitata all’interno della dichiarazione dei redditi (quadro RQ del modello Redditi SC), con effetto immediato a partire dallo stesso periodo d’imposta. L’adesione al regime si differenzia per le imprese già costituite e quelle di nuova costituzione. Infatti, per le imprese:

  • già esistenti, l’adesione avviene attraverso un’apposita indicazione nella dichiarazione dei redditi con effetto nello stesso periodo di partecipazione;
  • nuove, l’adesione avviene attraverso la stessa indicazione nella prima dichiarazione utile.

Esempio: nel caso di imprese appena costituite, se la branch viene costituita nel 2025, l’opzione si esercita nel modello Redditi 2026.

Caratteristiche dell’opzione

L’adezione alla branch esemption è:

  • irrevocabile: una volta esercitata, non può più essere modificata;
  • istantanea: va esercitata al momento della costituzione della stabile organizzazione. Se non viene fatta in quel momento, l’impresa sarà soggetta al regime ordinario per tutta la durata della branch;
  • globale: si applica a tutte le stabili organizzazioni estere dell’impresa residente, secondo il principio “all in – all out”.

Nota bene: l’adesione alla branch con una stabile organizzazione è vincolata a tutte le possibili sedi possedute dell’impresa. Quindi, se poi decidi di aprirne altre in più paesi, o hai alcune già preesistenti, tutte saranno assoggettate a questo regime fiscale. 

Esempio pratico di tassazione Branch Exemption

Il principale vantaggio della branch bxemption è la possibilità di beneficiare di una fiscalità più favorevole, evitando la doppia imposizione sui redditi prodotti all’estero.

Tassazione esclusiva nel Paese estero

Con questo regime, i redditi generati da una stabile organizzazione all’estero vengono tassati esclusivamente nello Stato estero in cui sono stati prodotti.

Esempio pratico

La stabile organizzazione “Alfa”, appartenente a una società italiana, opera nel Paese X. I profitti generati in quel territorio verranno tassati solo nel Paese X, e non anche in Italia. Questo rappresenta una deroga al principio di worldwide taxation, secondo cui un’impresa residente in Italia dovrebbe tassare i propri redditi ovunque essi siano prodotti.

Separazione tra casa madre e stabile organizzazione

L’adesione al regime crea una netta distinzione fiscale tra la sede italiana (casa madre) e la stabile organizzazione estera, sia per i redditi sia per le perdite.

Le perdite prodotte dalla branch non possono essere utilizzate per ridurre l’imponibile della casa madre in Italia. Tuttavia, c’è un’eccezione:

  • se nei 5 anni precedenti la branch ha generato perdite, queste possono essere riportate a livello della casa madre per concorrere alla formazione del reddito imponibile.

Per questo motivo, in alcuni casi, può essere più vantaggioso mantenere il regime ordinario, così da poter compensare le perdite iniziali della branch con i profitti della sede principale.

Perché scegliere la Branch Exemption per la tua azienda?

La branch exemption permette di evitare la doppia imposizione sui redditi prodotti all’estero, consentendo alle imprese di beneficiare di regimi fiscali esteri più favorevoli. Così, le aziende italiane possono ottimizzare la tassazione e semplificare la gestione delle attività internazionali, evitando l’utilizzo complesso del credito d’imposta.

Come evitare la doppia imposizione fiscale

Prima di scegliere, è fondamentale capire se il tipo di attività intrapresa permette o meno l’utilizzo di questa tipologia di tassazione. Ciò non significa che la tua impresa non può esercitare l’attività all’estero. Può, e lo dovrebbe fare per aumentare i profitti. Tuttavia, l’internazionalizzare dell’impresa deve essere fatta attraverso una corretta strategia per evitare di subire una tassazione poco benevole. 

Internazionalizzare è un’opportunità, ma senza una strategia fiscale adeguata rischia di trasformarsi in un problema.

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FAQ Branch Exemption: le risposte alle tue domande

Cosa è la branch exemption e come funziona?

La branch exemption è una misura fiscale pensata per favorire l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Grazie a questo regime, i redditi prodotti da una stabile organizzazione all’estero vengono tassati solo nel Paese in cui sono generati, evitando così il rischio di doppia imposizione, sia in Italia che all’estero.

Quali sono i vantaggi della branch exemption per le aziende?

Il vantaggio della branch exempition riguarad i redditi generati dalla filiali estere di aziende italiane. In pratica, i redditi prodotti dalla filiali sono soggette solo nel Paese in cui è situata la stabile organizziazione.

Come posso applicare la branch exemption per la mia impresa?

L’adesione alla branch exemption avviene tramite la sottoscrizione nel quadro RQ del modello Redditi SC. L’adesione ha effetto immediato a partire dallo stesso periodo d’imposta.

Chi può beneficiare della branch exemption?

I beneficiari della branch exemption sono tutte le imprese residenti in Italia che producono reddito d’impresa e svolgono un’attività commerciale all’estero attraverso una stabile organizzazione. Questo significa che l’azienda deve avere una presenza fisica o personale stabile in un altro Paese, riconosciuta fiscalmente, da cui esercita in modo continuativo parte della propria attività.

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