Prelevare i guadagni da una SRL è una scelta che richiede attenzione: esistono diverse opzioni, ma non tutte hanno lo stesso impatto fiscale. Alcune soluzioni possono rivelarsi particolarmente onerose, mentre altre risultano più vantaggiose per l’imprenditore e la società. La domanda che spesso ci si pone è: conviene di più un compenso amministratore o la distribuzione degli utili? Continua a leggere per scoprire quali sono le differenze tra queste due modalità di prelievo e qual è la scelta migliore per ottimizzare il carico fiscale e massimizzare i tuoi guadagni.
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Qual è il modo migliore per prelevare i guadagni di una SRL?
Come prelevare i guadagni della SRL?
Molto spesso durante le nostre consulenze, quando si parla di dover prelevare i guadagni dalla SRL, ci chiedono quale sia il metodo più conveniente da utilizzare per ridurre al minimo l’impatto fiscale. Ovviamente, non ci chiedono strategie borderline, ma strumenti assolutamente legali, onde evitare qualsiasi problema futuro con il Fisco.
Prelevare i guadagni di una SRL non è una semplice operazione contabile, ma una scelta strategica che può incidere in modo significativo sul carico fiscale complessivo. Ogni modalità di prelievo, che sia tramite compenso amministratore o distribuzione degli utili, comporta costi fiscali differenti, che possono influenzare l’utile netto disponibile e la liquidità aziendale. Per questo, bisogna fare scelte oculate per evitare di pagare imposte inutilmente elevate e per ottimizzare la gestione economica della tua impresa.
Implicazioni fiscali del prelievo dei guadagni
Ad esempio:
- Il compenso amministratore è soggetto a contributi INPS e IRPEF progressiva, può risultare oneroso, ma consente di dedurre il costo dal reddito della società, riducendo l’IRES.
- La distribuzione utili è tassata con un’imposta sostitutiva al 26%, senza contributi previdenziali.
Come vedi, parliamo di due strumenti che possono avere implicazioni fiscali diverse. Proprio per questo,
scegliere una modalità piuttosto che un’altra, senza un’attenta pianificazione può portare a pagare più tasse del necessario, riducendo il profitto netto e limitando la crescita dell’azienda.
Prelevare guadagni SRL tramite compenso amministratore
Il compenso amministratore è la remunerazione attribuita all’amministratore di una SRL per il suo ruolo gestionale. Deve essere stabilito dallo statuto societario o dall’assemblea dei soci e può essere fisso, variabile o misto. Questo compenso rappresenta un costo per la società e, di conseguenza, è deducibile dal reddito aziendale, riducendo l’imponibile fiscale.
Tassazione compenso amministratore
Il compenso amministratore è soggetto a IRPEF. La Legge di Bilancio 2025 conferma la riduzione degli scaglioni di reddito da quattro a tre, stabilendo le seguenti aliquote per i diversi scaglioni IRPEF:
- 23% per redditi fino a 28.000 euro.
- 35% per redditi compresi tra 28.001 e 50.000 euro.
- 43% per redditi superiori a 50.000 euro.
Insomma, più alto è il compenso maggiore sarà l’IRPEF da versare che, se sommata con INPS, può rendere quasi svantaggioso l’utilizzo del compenso per prelevare gli utili della SRL. Per questo motivo, è bene stabilire un compenso equo che non pregiudichi la tassazione dell’amministratore avvantaggiando solo la società.
Oltre all’IRPEF sono dovuti anche i contributi INPS che variano in base a quanto ammonta il compenso. Ricordiamoci, tra l’altro, che i contributi INPS possono essere doppi (Gestione Separata e Artigiani e Commercianti), o meno, in base all’attività svolta dal socio lavoratore. Tuttavia, la doppia contribuzione INPS non è automatica sul socio amministratore.
Prelevare guadagni SRL tramite distribuzione utili
La distribuzione utili è la procedura classica per prelevare i guadagni della SRL, utilizzata soprattutto dalle società che non attuano alcuna pianificazione fiscale strategica. In altre parole, è l’operazione con la quale avviene il trasferimento degli utili netti della società ai soci, proporzionalmente alle quote detenute. Avviene solo se ci sono utili disponibili, senza obbligo di versamenti previdenziali.
Tassazione sulla distribuzione degli utili
Gli utili distribuiti sono soggetti a imposta sostitutiva al 26% (flat tax), applicata direttamente al momento della distribuzione. Tuttavia, è importante sottolineare che oltre al 26%, gli utili hanno già subito la tassazione IRES e IRAP a carico della società.
Risultato?
Doppia tassazione pari al 43,76% (percentuale che nasce dalla doppia tassazione IRES, IRAP e imposta sostitutiva). Dunque, la distribuzione dell’utile costa 43,76% di tassazione complessiva (non considerando eventualmente l’INPS). Inoltre, è meno flessibile rispetto al compenso amministratore per la pianificazione fiscale.
Come scegliere tra compenso amministratore e distribuzione utili
La scelta tra compenso amministratore e distribuzione utili dipende da vari fattori. Tuttavia, sia il compenso amministratore che la distribuzione degli utili comportano costi che l’azienda deve sostenere per poterli utilizzare. Affermare che una scelta sia sempre migliore dell’altra non è corretto: in molti casi, infatti, la soluzione ottimale è combinare entrambe le opzioni.
Fattori da considerare
Ecco i fattori da considerare:
- Tassazione complessiva: il compenso amministratore riduce l’IRES aziendale, mentre la distribuzione utili ha una tassazione fissa al 26%.
- Esigenze: un amministratore che desidera incrementare la sua posizione previdenziale preferirà il compenso. Chi cerca una tassazione semplice e fissa, opterà per la distribuzione.
- Strategia di pianificazione fiscale: l’utilizzo combinato di compensi, welfare aziendale, TFM o royalties può ottimizzare ulteriormente il prelievo e abbattere la tassazione complessiva della SRL.
Ogni impresa ha esigenze specifiche e caratteristiche uniche, per questo è fondamentale valutare attentamente quale strategia adottare per prelevare i guadagni di una SRL in modo efficiente e vantaggioso.
Esempio
Supponiamo che il reddito sia pari a 57.000 euro, perché non considerare meglio la distribuzione degli utili? Questo perché, superata la soglia di 55.000 euro, l’amministratore è costretto a versare IRPEF al 43% più le addizionali comunali e regionali. Mentre con la distribuzione degli utili la percentuale da dover sborsare è pari al 43,76%.
Conclusioni
La scelta su come prelevare i guadagni di una SRL non è semplice, ma può fare una grande differenza in termini di risparmio fiscale e gestione patrimoniale. Non c’è una via maestra: come detto, ogni azienda ha le proprie esigenze. Anche se dall’esempio appena visto la distribuzione degli utili potrebbe essere la più conveniente, nella maggior parte dei casi non viene utilizzata a vantaggio di altre strategie che sono più profittevoli.
Per prendere una la decisione è fondamentale fare delle simulazioni attraverso dati reali: solo così è possibile stabilire realmente se utilizzare uno l’altro strumento e ridurre il più possibile le imposte a debito. Analizzare bene pro e contro di ogni opzione, considerando anche strumenti come TFM, welfare aziendale o royalties, permette di ottimizzare la tassazione e tutelare il patrimonio aziendale.
Ecco perché non puoi permetterti improvvisazioni: ogni decisione va presa su misura, in base ai numeri reali della tua azienda.
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FAQ prelevare guadagni SRL: le risposte alle tue domande
Gli utili di una SRL rappresentano il guadagno netto che l’azienda consegue dopo aver sottratto dai ricavi tutti i costi sostenuti durante l’anno, comprese tasse, contributi e spese operative. Questo significa che i soci possono prelevare gli utili solo quando l’azienda chiude l’esercizio in attivo e il bilancio evidenzia un profitto disponibile per la distribuzione. Se l’azienda non genera utili o, peggio, registra delle perdite, i soci non possono effettuare alcun prelievo.
I guadagni di una SRL possono essere prelevati attraverso il compenso amministratore, che viene tassato come reddito da lavoro dipendente o assimilato, la distribuzione degli utili, soggetta all’imposta sostitutiva del 26%, oppure utilizzando altri strumenti di pianificazione fiscale. È fondamentale scegliere la modalità più conveniente in base alla propria situazione fiscale.
Per evitare di pagare il 26% di imposta sugli utili distribuiti, è possibile utilizzare strumenti di pianificazione fiscale, come l’erogazione di un compenso amministratore, l’uso di una holding, l’attribuzione di royalties su un marchio registrato o l’erogazione di prestazioni accessorie. Questi strumenti permettono di ridurre il carico fiscale in modo legale ed efficiente.
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