Prestazioni accessorie: come pagare i soci della SRL

Le prestazioni accessorie permettono di trasferire liquidità ai soci della SRL in modo efficiente senza distribuire utili, evitando la doppia tassazione e mantenendo l’azienda fiscalmente efficiente.

Molti imprenditori manifestano sempre lo stesso problema: come trasferire la liquidità dalla cassa aziendale alle tasche dei soci? I dividendi sono tassati due volte (IRES + 26%), il compenso amministratore ha costi INPS elevati, e non sempre il socio è anche amministratore.

Esiste una terza via, prevista dall’articolo 2345 del Codice Civile: le prestazioni accessorie. Se strutturate correttamente, permettono di dedurre il costo dalla società, “pagare” il socio periodicamente e, in molti casi, in base alla natura giuridica della prestazione, evitare i contributi INPS.

Ma cosa sono esattamente le prestazioni accessorie? Come si applicano nella pratica e quali vantaggi fiscali offrono ai soci?

Continua a leggere per scoprire cosa sono le prestazioni accessorie, a chi spettano e come funzionano.

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Cosa sono le prestazioni accessorie?

Le prestazioni accessorie consistono in attività personali dei soci effettuate in favore della società. Oltre a versare il capitale (soldi), il socio si impegna a fornire un’opera o un servizio (es. consulenza tecnica, gestione commerciale, direzione lavori).

Si differenziano dal:

  • lavoro dipendente, con le prestazioni non c’è subordinazione;
  • compenso amministratore, con le prestazioni non c’è responsabilità gestoria diretta verso terzi.

Quando conviene usare le prestazioni accessorie

Uno dei limiti della SRL è quello imposto dall’articolo 2433 del Codice Civile: non possono essere pagati dividendi, se non quando gli utili risultano realmente conseguiti e dopo aver seguito un attendo iter procedurale. Con le prestazioni accessorie, questo limite può essere ribaltato.

Le prestazioni accessorie permettono di remunerare il socio non per il capitale investito (come i dividendi) né per la responsabilità gestionale (come l’amministratore), ma per una specifica attività operativa o professionale svolta a favore dell’azienda.

Esempi di come trasformare il lavoro in compenso

Ecco alcuni esempi concreti di come trasformare il lavoro in compenso:

  • socio ingegnere: viene pagato per la direzione tecnica dei cantieri o la supervisione dei progetti (Ricerca e Sviluppo, ad esempio);
  • socio commerciale: riceve un compenso accessorio per la gestione diretta dei clienti “Key Account” o della rete agenti;
  • socio informatico: viene remunerato per lo sviluppo del codice software proprietario o la manutenzione dell’infrastruttura IT.

Come funzionano in pratica le prestazioni accessorie?

Le prestazioni accessorie funzionano come un circolo virtuoso tra il socio e la sua azienda.

Il flusso del valore

Ecco come funzionano nella pratica reale in azienda:

  1. attività: il socio Mario Rossi oltre a versare il capitale sociale, svolge un servizio concreto previsto dallo Statuto (es. supervisione commerciale), portando valore aggiunto reale all’azienda;
  2. vantaggio aziendale (deducibilità): la Alfa SRL riceve il servizio e registra il compenso come un costo deducibile, abbatte l’utile imponibile e riduce l’IRES da pagare;
  3. compenso: la società eroga il pagamento a Mario. A differenza dei dividendi, questi soldi escono dalla cassa aziendale prima di essere tassati come utile;
  4. risultato per il socio: Mario riceve il bonifico. Se è già iscritto alla Gestione Commercianti per la sua attività d’impresa, su questo importo paga solo l’IRPEF, ed evita i contributi INPS Gestione Separata.

Quali contributi si applicano sulle prestazioni accessorie: la circolare 45/2018

L’INPS, con la circolare n. 45 del 2018, ha chiarito un principio fondamentale: i compensi per prestazioni accessorie non sono soggetti alla gestione separata se il socio è già coperto da un’altra previdenza obbligatoria per l’attività d’impresa.

Condizioni da rispettare

L’esclusione dalla gestione separata INPS è possibile solo a determinate condizioni:

  • se il reddito è già sottoposto ad altra contribuzione attratto dalla gestione previdenziale degli artigiani o commercianti INPS
  • o di altre casse previdenziali autonome dei soci.

Attenzione: non tutte le prestazioni sono pagano INPS

La contribuzione INPS dipende anche dalla natura giuridica della prestazione: vi possono essere alcuni che non scontano alcuna contribuzione.

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Come vengono tassate le prestazioni accessorie

La disciplina fiscale delle prestazioni accessorie – visto il ruolo che le stesse ricoprono all’interno di una gestione aziendale – è di fondamentale importanza.

Tassazione socio

Le prestazioni accessorie sono tassate come redditi di lavoro dipendente o assimilati. Nello specifico, il socio dovrà scontare sul compenso erogato l’IRPEF (con aliquota progressiva dal 23 al 43%). 

In base alla natura giuridica possono anche scontare la ritenuta del 26%. Pertanto, prima di scegliere la prestazione da applicare al socio, devi sapere quale sia la tassazione in modo tale da non pesare né sulle casse aziendali che su quelle del socio.

Le prestazioni, infine, non devono far riferimento ad attività di arte e professioni. Se così fosse, il compenso verrebbe classificato come reddito di lavoro autonomo professionale.

Esempio tassazione

Analisi sintetica 
 RicchezzaTassazione SRLTassazione socioTOTALE
Distribuzione utili10.000 €2.800 € IRES + IRAP2.600 € Imp. sost. (26%)5.400 € 
Prestazioni accessorie10.000 €2.300 € IRPEF2.300 € 

Deducibilità prestazioni accessorie SRL

I compensi versati ai soci per le prestazioni accessorie sono considerati costi deducibili per la società, riducendo così il reddito imponibile. Tuttavia, tali importi rientrano nella base imponibile IRAP, in misura corrispondente a quanto stabilito dall’assemblea per ogni periodo d’imposta.

Questo meccanismo consente di ottimizzare la gestione fiscale, garantendo al contempo un riconoscimento economico ai soci per il loro contributo all’impresa.

Come usarle correttamente: requisiti obbligatori per attivare le prestazioni accessorie

Le prestazioni accessorie non sono un “bancomat libero“, ma vanno utilizzate rispettando alcuni requisiti fondamentali. Se non li rispetti, l’Agenzia delle Entrate riqualificherà tutto come “lavoro nero” o “distribuzione occulta di utili”.

Ecco i requisiti da rispettare per attivare correttamente le prestazioni accessorie.

Regolamentazione statutaria (la base legale)

L’utilizzo delle prestazioni accessorie deve essere previsto specificamente nell’Atto Costitutivo (Statuto) della società.

  • Il rischio: senza la clausola statutaria, i compensi erogati sono nulli e vengono ripresi a tassazione come utili occulti (indeducibili).

Determinatezza (niente “tuttofare”)

L’oggetto della prestazione deve essere descritto dettagliatamente. Non sono ammesse descrizioni vaghe come “consulenza generica” o “supporto alla gestione”.

  • La regola: bisogna specificare cosa viene fatto, come e con quali risultati attesi (es. “Direzione Tecnica di Cantiere” o “Sviluppo Rete Vendita Nord Italia”). Deve essere chiaro che si tratta di un’attività diversa e aggiuntiva rispetto ai doveri di socio.

Congruità economica (valore di mercato)

Il compenso deve essere congruo e rispettare il valore reale di mercato per quel tipo di professionalità.

  • Il parametro: bisogna verificare il valore di mercato dell’attività del settore di appartenenza e adattare la prestazione a quel “prezzo”, rendendo il costo difendibile in caso di accertamento.

Personalità (e autonomia)

La prestazione deve essere svolta personalmente dal socio e, soprattutto, senza vincolo di subordinazione.

  • La distinzione: il deve operare come un professionista autonomo che porta un risultato, non come un dipendente.

La tua SRL sta sfruttando questo vantaggio?

Le prestazioni accessorie sono perfette per remunerare il socio della SRL, che può incassare periodicamente, senza aspettare la costosa distribuzione degli utili e tutelare il tuo ruolo all’interno dell’azienda.

Ma, come vedi, devono essere utilizzate con criterio per essere davvero efficienti.

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FAQ prestazioni accessorie soci SRL: le risposte alle tue domande

Cosa sono le prestazioni accessorie?

Le prestazioni accessorie sono delle attività svolte dai soci nei confronti della SRL dietro il pagamento di un compenso. Rappresenta, così, una valida strategia per remunerare i soci della società.

Come si pagano i soci della SRL?

La remunerazione dei soci della SRL può avvenire in diversi modi, tutti legali, quali: distribuzione degli utili, rimborsi (chilometrico, forfettario o analitico), buoni pasto, royalties sul Marchio aziendale e prestazioni accessorie.

Come retribuire un amministratore di SRL?

L’amministratore della SRL, per l’attività che svolge, riceve una somma di denaro (previa delibera dell’assemblea dei soci) denominata compenso amministratore. Uno strumento molto vantaggioso, perché permette di ridurre l’imponibile sul quale viene calcolato quel 24% di IRES poiché per la società rappresenta un costo.

Quante tasse paga un socio di una SRL?

Il socio della SRL sugli utili distribuiti paga il 26% di imposta sostitutiva, che si aggiunge all’IRES e IRAP già pagati dalla società. A questa va poi aggiunta l’INPS.

L’Agenzia delle Entrate le controlla le prestazioni accessorie?

Verifica soprattutto la congruità (che il compenso non sia esagerato per abbattere l’utile) e l’effettività (che la prestazione sia stata realmente svolta). Per cui, è fondamentale conservare tutte le “pezze d’appoggio” come prova per il lavoro svolto.

Come pagare i soci di una SRL con prestazioni accessorie?

Per pagare i soci di una SRL con prestazioni accessorie, il socio svolge una prestazione definita nell’atto costitutivo o nello statuto, la società riceve il servizio o lavoro, e poi eroga un compenso proporzionato e documentato, evitando la distribuzione diretta degli utili.

Quali sono le prestazioni accessorie in una SRL?

Le prestazioni accessorie in una SRL sono attività o servizi che i soci si impegnano a svolgere per la società, oltre ai conferimenti in denaro, come lavoro professionale, consulenze, gestione operativa o altre attività concordate nello statuto o nell’atto costitutivo, con compenso determinato e proporzionato al valore della prestazione.

Come vengono tassate le prestazioni in capo al socio?

Sono redditi assimilati al lavoro dipendente (articolo 50 TUIR). Subiscono le ritenute IRPEF in busta paga (come un dipendente), ma non hanno TFR, 13esima o ferie.

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