Accertamento fiscale auto: quali vetture sono a rischio?

L’accertamento fiscale auto scatta nel momento in cui viene rilevata una discrepanza tra lo stile di vita ed il reddito del contribuente. In questo caso, l’Agenzia delle Entrate invia una richiesta di chiarimento. Quando si acquista un veicolo bisogna sempre stare attenti quale modello scegliere. Alcuni modelli sono soggetti ad accertamenti fiscali immediati, altri meno. Oltre al prezzo di acquisto occorre considerare il rapporto tra costo di mantenimento e reddito dichiarato all’Erario per non far scattare i controlli. In questo articolo vediamo quando scattano i controlli e quali sono le auto più rischio.

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Accertamento fiscale auto: quando viene eseguito?

L’accertamento fiscale auto scatta nel momento in cui non c’è congruenza tra quello che hai dichiarato e il tipo di auto che possiedi o che decidi di comprare. Il controllo non prende in considerazione solo il prezzo di acquisto dell’auto, ma anche i costi di mantenimento (assicurazioni, benzina, manutenzione varia).

Se c’è un’incongruenza superiore al 20% tra quanto dichiari e l’auto che hai, allora l’Agenzia delle Entrate può venire a bussare e dirti: puoi dirmi come hai acquistato questa auto con un reddito così basso?

Attenzione, se hai la coscienza a posto, non devi assolutamente allarmarti: ti basta dimostrare che ti puoi permettere quel veicolo ed il gioco è fatto. Tuttavia, qualora le informazioni non siano soddisfacenti, partirà l’accertamento fiscale. Diverso il discorso se hai qualcosa da nascondere, l’Agenzia non ti permetterà di arrampicarti sugli specchi. 

Auto soggette ad accertamento fiscale: quali sono?

Le auto soggette a controllo fiscale non sono naturalmente tutte. Ci sono alcune che il Fisco nemmeno considera e altre che fanno scattare subito i controlli fiscali. Tra queste abbiamo le auto di lusso, e poi a seguire le auto d’epoca e quelle storiche (anch’esse a rischio come quelle di lusso).

Ma che differenza c’è tra queste tipologie di auto?

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Auto di lusso

Le auto di lusso sono quei veicoli di grossa cilindrata, generalmente. In particolare, parliamo di auto che superano i 185 kW di potenza e hanno più di 251 cavalli. Queste sono auto soggette a super bollo, ovvero quella tassa aggiuntiva pari a 20 euro in più, rispetto al bollo normale, per ogni KW eccedente i 185 kW (dato da verificare all’interno del libretto di circolazione). 

La cifra del superbollo non rimane stabile per sempre, ma si riduce. Praticamente più anni detieni l’auto e meno paghi. In altre parole, per i primi 5 anni di immatricolazione il super bollo è pari a 20 euro per ogni kW eccedente i 185 KW. Poi piano piano si riduce in base agli di possesso:

  • 12 euro per ogni kW eccedente dopo i 5 anni e fino ai 10 anni di possesso.
  • 6 euro per ogni kW eccedente dopo i 10 anni di possesso.
  • 3 euro per ogni kW eccedente dopo i 15 anni di possesso.

Dopo i 20 anni l’auto non è più soggetta al superbollo.

Auto d’epoca

Le auto d’epoca sono quei veicoli da collezione che non possono circolare (molto spesso) ma essendo di alto valore destano sempre sospetto. Sono iscritte in uno specifico registro presso il ministero dei trasporti. 

Auto storiche

Le auto storiche sono invece veicoli dall’alto valore storico, soggette a mini-bollo se circolanti e iscritte al pubblico registro automobilistico. Si differenziano dalle auto d’epoca, infatti, perché le storiche possono circolare su strada con le dovute limitazioni. 

Auto storiche e d’epoca possono beneficiare dell’esenzione del superbollo a condizione che abbiamo superato i 30 anni dalla fabbricazione e non circolare su strada. Mini-bollo pari a 28,40 euro per le auto storiche che ancora circolano.

Auto e reddito: attenzione ai controlli

Se l’acquisto di una casa è il primo campanello d’allarme per il Fisco, il secondo è sicuramente l’auto. Se puoi dimostrare la provenienza dei soldi, nessun problema. Ma se non riesci a farlo, rischi di incorrere in accertamenti per evasione fiscale o addirittura autoriciclaggio.

Molti imprenditori, per evitare imposte elevate, ricorrono a soluzioni opache, credendo di “aggirare il sistema”. Ma è un errore grave: basta un acquisto importante, come un’auto di lusso, per attirare l’attenzione del Fisco e finire sotto indagine.

La verità? Le tasse in Italia sono alte, sì. Ma non serve nascondere, serve organizzare. Solo con una corretta pianificazione fiscale puoi ridurre legalmente il carico fiscale, tutelare la tua azienda e dormire sonni tranquilli.

Se non fai nulla, ogni euro che dai in più al Fisco è un euro in meno per la crescita, gli investimenti e la solidità del tuo business.

E allora: perché subire, quando puoi decidere?

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