La registrazione del marchio non serve solo a blindare l’identità aziendale e difenderti dalla concorrenza sleale ma è anche una strategia che trasforma un semplice nome in un asset fiscale ed economico molto vantaggioso.
Tuttavia, l’Ufficio Brevetti non approva qualsiasi domanda alla cieca. Per ottenere una tutela inattaccabile e duratura, il tuo brand deve superare un esame rigoroso.
Continua a leggere, in questo articolo analizziamo i 3 requisiti legali obbligatori per registrare il tuo marchio con successo, per evitare di buttare tempo e soldi in pratiche respinte, evidenziando la loro importanza strategica per la tua impresa.
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Gli elementi essenziali per una corretta registrazione
I marchi oggetto di registrazione
Il marchio rappresenta l’identità distintiva di un’azienda e, se registrato correttamente, offre vantaggi fiscali e contributivi.
Secondo l’articolo 7 del Codice della proprietà industriale è possibile registrare come marchio praticamente qualsiasi cosa (un nome, un logo, la forma di un prodotto, un suono o persino un colore) a due sole condizioni:
- deve renderti unico: deve far capire subito al cliente che quel prodotto è tuo e non di un concorrente;
- deve essere “depositabile”: devi poterlo rappresentare in modo chiaro sui documenti ufficiali, così che il Fisco, i giudici e il pubblico capiscano esattamente quali sono i confini della tua proprietà.
3 requisiti per registrare il marchio
Un marchio registrato deve rispettare tre requisiti fondamentali:
- novità;
- capacità distintiva;
- liceità.
Requisito di novità (non deve esistere)
Il marchio da registrare deve essere nuovo.
Secondo l’articolo 12 del Codice della proprietà industriale “non possono costituire oggetto di registrazione come marchio d’impresa i segni che alla data del deposito della domanda:
a) siano identici o simili ad un segno già noto come marchio o segno distintivo di prodotti o servizi fabbricati, messi in commercio o prestati da altri per prodotti o servizi identici o affini…“
In pratica, non puoi registrare un nome o un logo identico (o pericolosamente simile) a uno già registrato da qualcun altro per lo stesso settore di mercato. Il marchio:
- deve differenziarsi da quelli già esistenti;
- non può essere composto solo da termini comuni nel linguaggio o nel commercio;
- non può essere già stato utilizzato come marchio, nome aziendale o insegna per prodotti o servizi simili.
Prima di registrarlo e versare denaro, fai una ricerca di anteriorità (una scansione dei database nazionali e internazionali) per assicurarti che il campo sia libero.
Requisito di capacità distintiva (non deve essere banale)
Il marchio serve a distinguerti, non a descrivere cosa vendi.
Per essere distintivo, ed evitare di essere accusati per contraffazione, non deve includere:
- denominazioni generiche o descrittive: utilizzare “succo di frutta” per una bevanda a base di frutta;
- indicazioni delle caratteristiche essenziali: “fragile” per materiali da imballaggio;
- segni di uso comune: “premium“, “esclusivo” o “base“.
Dunque, Più il nome è di fantasia, più la sua capacità distintiva è considerata “forte” e inattaccabile.
Requisito di liceità (non deve ingannare)
Il marchio deve essere legale e non ingannare i consumatori.
Per rendere legale il marchio, non puoi inserire:
- elementi che contrastano con il buon costume: ad esempio, simboli o parole offensive;
- riferimenti geografici fuorvianti: indicazioni di provenienza che non corrispondono alla realtà;
- affermazioni ingannevoli: parole che suggeriscono qualità o ingredienti non presenti nel prodotto;
- simboli nazionali o che violano i diritti altrui.
La legge vieta l’inserimento di segni o indicazioni che possano indurre il pubblico in errore, garantendo così una concorrenza leale e trasparente.
Perché è importante registrare un marchio?
Se il tuo marchio supera i tre requisiti ed è ufficialmente registrato, hai in mano uno strumento in grado di ridurre le tasse della tua impresa e la contribuzione INPS a tuo carico. Il marchio registrato, infatti, ti permette di attivare lo strumento del contratto di licenza d’uso (royalties).
Doppio vantaggio fiscale e contributivo
Questa operazione genera un doppio vantaggio fiscale clamoroso:
- SRL (meno IRES): le royalties pagate per l’utilizzo del marchio sono considerate un costo inerente e deducibile. Questo abbatte l’utile della società, riducendo di conseguenza il carico IRES e IRAP. (Attenzione: l’Agenzia delle Entrate richiede che il canone sia proporzionato al reale valore del marchio).;
- per te (esenzione INPS): i soldi che incassi come royalties sono soggette a IRPEF. A differenza del normale compenso amministratore, i redditi derivanti dallo sfruttamento del diritto d’autore non sono soggetti a contribuzione INPS.
In sintesi, utilizzando il marchio, prelevi denaro dalla tua azienda in modo perfettamente legale e riduci le tasse della tua SRL.
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FAQ requisiti registrazione marchio: le risposte alle tue domande
Il marchio deve essere distintivo, non confondibile con marchi esistenti e conforme alle normative legali. I principali requisiti per la registrazione di un marchio sono: novità, capacità distintiva e liceità.
Un marchio è considerato distintivo quando è sufficientemente unico da identificare chiaramente i prodotti o servizi di un’impresa rispetto a quelli offerti da altre. Non deve essere generico o descrittivo, ma deve avere un carattere distintivo che lo rende riconoscibile e differente nel mercato.
Per verificare se un marchio è già registrato, puoi consultare i database di marchi esistenti gestiti dagli uffici brevetti e marchi nazionali o internazionali. Questi database ti permettono di cercare marchi simili e assicurarti che il tuo marchio non infranga diritti preesistenti.
Se il tuo marchio non soddisfa uno dei requisiti di validità, la registrazione potrebbe essere rifiutata. Per evitare questo, è importante assicurarsi che il marchio sia distintivo, non confondibile con altri marchi e conforme alle norme legali. In caso di rifiuto, puoi fare ricorso o modificare il tuo marchio per soddisfare i requisiti necessari.