Socio SRL e regime forfettario: quando coesistono?

Essere socio di una SRL o SRLS e, contemporaneamente, gestire una partita IVA in regime forfettario è una delle strategie di pianificazione fiscale più ambite dagli imprenditori italiani. L’obiettivo è chiaro: beneficiare della tassazione agevolata al 5% o al 15% come professionista o ditta individuale, mantenendo la partecipazione in una società di capitali.

Ma la legge lo permette sempre? Sì, ma a condizioni molto rigide.

L’Agenzia delle Entrate ha stabilito precisi paletti per evitare abusi. Se stai pensando di strutturare in questo modo il tuo business, un errore di valutazione potrebbe costarti l’esclusione dal regime forfettario e sanzioni pesanti.

Continua a leggere per scoprire quando è possibile essere socio di una SRL mantenendo il regime forfettario, e in quali circostanze, invece, sei escluso.

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I requisiti base del regime forfettario

Prima di analizzare il rapporto con le SRL, ricordiamo che per accedere (o permanere) nel regime forfettario devi rispettare determinati requisiti generali, tra cui:

  • limite di ricavi/compensi: non superare gli 85.000 euro annui;
  • spese per personale: non superare i 20.000 euro lordi annui per dipendenti o collaboratori;
  • redditi da lavoro dipendente/pensione: non aver superato i 35.000 euro nell’anno precedente (soglia confermata anche per il 2026).

Tuttavia, il vero ostacolo per chi fa impresa si trova nelle cause di esclusione, normate dall’articolo 1, comma 57, lett. d), della Legge 190/2014.

La regola base: quando puoi avere socio SRL e avere il regime forfettario?

Per capire se la tua Partita IVA e la tua quota nella SRL sono compatibili, devi farti solo due domande. L’accesso al regime forfettario è vietato solo se si verificano entrambe queste condizioni contemporaneamente:

  1. hai il controllo (diretto o indiretto) della SRL;
  2. la tua partita IVA e la SRL fanno lo stesso tipo di attività (attività riconducibile).

Se manca anche solo una di queste due condizioni, puoi mantenere il forfettario. Vediamo i casi specifici.

Quando è possibile

Puoi aprire (o mantenere) la tua partita IVA in regime forfettario se ti trovi in una di queste due situazioni:

  • non hai il controllo della società: se sei un socio di minoranza e non “comandi” nella SRL, puoi avere il regime forfettario a prescindere dall’attività che fai;
  • hai il controllo della società, ma fate cose diverse: se hai la maggioranza delle quote, ma la tua partita IVA fa un’attività completamente slegata da quella della SRL, puoi avere il regime forfettario.

Quando non è possibile

Perdi il diritto al regime forfettario (e passi al regime ordinario) se:

  • hai il controllo della società e fate la stessa attività: se controlli la SRL e la tua partita IVA opera nello stesso settore vendendo beni o servizi simili (magari fatturando proprio alla tua stessa SRL).

Ma cosa significano esattamente “controllo” e “attività riconducibile” per l’Agenzia delle Entrate? Semplifichiamolo.

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Controllo diretto e indiretto: cosa significa?

Il controllo non è solo una questione di quote matematiche (es. avere il 51%). Si divide in:

  • controllo diretto: hai la maggioranza dei voti in assemblea, oppure hai un peso tale da influenzare le decisioni della società.
    • Esempio: il socio Rossi ha solo il 30% delle quote della Alfa SRL. Tuttavia, fattura solo per loro e senza il suo apporto lavorativo la SRL non potrebbe operare. In questo caso, Rossi ha un controllo diretto di fatto.
  • controllo indiretto: si calcola sommando le tue quote con quelle dei tuoi familiari stretti (coniuge, genitori, figli) o di società fiduciarie. Se tu hai il 10% e tua moglie il 45%, per il Fisco tu controlli la società.

Se hai appurato di avere il controllo, devi passare alla seconda verifica: l’attività.

Attività riconducibile: cosa significa?

Se controlli la SRL, devi assicurarti che le due attività (quella forfettaria e quella societaria) siano nettamente distinte.

La circolare n. 9/E del 2019 dell’Agenzia delle Entrate chiarisce che due attività sono riconducibili non solo se hanno lo stesso codice ATECO, ma soprattutto se operano nello stesso settore merceologico, fatturando gli stessi beni o servizi alla stessa clientela.

Non basta guardare il codice ATECO: anche se i codici appartengono alla stessa categoria, le attività pratiche potrebbero essere diverse. Bisogna guardare la tipologia di bene venduto o di servizio erogato.

Esempio di attività compatibili (puoi avere il forfettario):

  • la tua partita IVA: servizi di consulenza contabile;
  • la tua SRL: vendita di prodotti per barbieri;
  • Risultato: anche se controlli la SRL, fai due lavori completamente diversi. Compatibilità totale.

Esempio di attività incompatibili (perdi il forfettario):

Risultato: le attività sono identiche. C’è il forte rischio che tu usi la Partita IVA per fatturare alla tua stessa SRL. Questo non è permesso.

E se sono socio SRL e amministratore?

Puoi tranquillamente essere amministratore di una SRL e avere la partita IVA forfettaria, a patto che tu non possieda quote tali da darti il controllo della società.

Se invece hai la maggioranza dei voti in assemblea e sei anche amministratore, ricadiamo nel caso precedente: la tua partita IVA non deve operare nello stesso settore della SRL.

La compatibilità è più probabile quando come amministratore:

  • non hai quote della società;
  • hai quote, ma non eserciti il controllo;
  • svolgi con la tua partita IVA un’attività diversa da quella esercitata dalla SRL.

Attenzione agli errori: ecco come evitarli

Essere socio di una SRL o SRLS e aderire al regime forfettario può garantire vantaggi fiscali importanti. Tuttavia, per beneficiare davvero di questo regime, è essenziale conoscere bene i requisiti di accesso e, soprattutto, le cause di esclusione.

Controllo diretto o indiretto sulla società e riconducibilità delle attività svolte sono tra i principali elementi da valutare. Senza un’adeguata pianificazione, si rischia non solo di perdere le agevolazioni, ma anche di incorrere in sanzioni fiscali.

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FAQ Socio SRL e regime forfettario: le risposte alle tue domande

Chi è escluso dal regime forfettario?

Il regime forfettario termina nell’anno successivo in cui i ricavi o compensi superano gli 85.000 euro, oppure nell’anno in cui si supera la soglia di 100.000 euro. In tal caso, l’Ivasi applica a partire dalle operazioni che eccedono questi limiti.

Chi non può adottare il regime forfettario?

Non possono accedere la regime forfettario chi ha partecipazione in società di persone o associazioni; ha controllo diretto o indiretto di una srl con attività simili a quelle della partita Iva in regime forfettario; reddito da lavoro dipendente o pensione superiore ai 30.000 euro annui.

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