Uno dei problemi della Stp (Società tra professionisti) riguarda il metodo di pagamento dei soci professionisti. Per trasferire il denaro dalla società ai soci, infatti, spesso vengono utilizzati due metodi che nascondono molte complicazioni ignorando completamente la possibilità di applicare le prestazioni accessorie per risolvere questa problematica.
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Come pagare i soci della STP con le prestazioni accessorie?
Cos’è la STP?
Le società tra professionisti compaiono per la prima volta nel nostro ordinamento nel lontano 2011. Questa nuova forma giuridica nasce con l’esigenza di fornire ai professionisti una valida alternativa al classico svolgimento dell’attività professionale in maniera singolare. Infatti, con la Stp, l’attività professionale può essere svolta anche sotto forma societaria.
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La Stp non è una forma societaria a sé stante.
Non è una nuova forma giuridica ma è solo una configurazione nuova che nasce basandosi sulla disciplina e sugli adempimenti tipici delle altre forme societarie presenti nel nostro ordinamento. In pratica, la Stp è una veste addosso a una snc, sas o srl. Infatti, per costituire una società tra professionisti bisogna innanzitutto scegliere la forma societaria da adottare (srl, snc, sas).
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Il problema di pagare i soci della STP?
Oggi molti professionisti scelgono di adottare la Stp per portare avanti la loro attività professionale. Come per la srl, anche qua, sorge il problema di come remunerare i soci visto che senza distribuire gli utili, ad esempio, non è possibile prelevare i guadagni della società.
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Nella Stp, in via generale, possiamo utilizzare due metodologie per remunerare i soci.
La prima soluzione riguarda la previsione di determinati compensi come avviene per amministratori, anche se l’attività viene svolta dai soci. I quali sono figure molto lontane dall’amministratore, sia come responsabilità che come ruolo svolto.
La seconda soluzione, invece, prevede che i soci abbiano lo stesso una partita Iva personale che utilizzano per fatturare alla Stp.
Perché queste soluzioni sono complicate?
Le due modalità nonostante siano utilizzate presentano delle problematiche che non possiamo non analizzare.
Innanzitutto, partiamo dal compenso ai soci. Questa tipologia di remunerazione non può essere utilizzata se l’attività del socio non riguarda quella svolta se fosse stato amministratore.
Quanto alla seconda modalità di remunerazione, ovvero la fatturazione del professionista nei confronti della Stp, comporta più svantaggi che vantaggi. Infatti, il professionista si troverebbe con una doppia percentuale da pagare nei confronti della propria cassa di previdenza.
Ma non è tutto, perché la fatturazione potrebbe anche essere vista dall’Agenzia delle Entrate come un modo alternativo di prelevare i dividendi. Di conseguenza, il costo della fattura emessa dal socio, per la Stp non sarebbe più un elemento negativo di reddito. In questo caso quanto dedotto dovrebbe poi essere versato in tasse non pagate precedentemente.
Dunque, due modalità di remunerazione diverse tra loro, ma non meno problematiche l’una dall’altra.
La possibile soluzione senza complicazioni
Date tutte le complicanze, l’utilizzo delle prestazioni accessorie può rappresentare la soluzione al problema.
Le prestazioni accessorie sono quello strumento attraverso il quale il socio della Stp si impegna ad adempiere ad un obbligo sociale (da non paragonare al lavoro subordinato) a favore della stessa società.
A sua volta, il socio, per l’attività svolta a favore della società tra professionisti ha diritto a ottenere un compenso.
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L’istituto delle prestazioni, inoltre, vincola i rapporti tra società e soci, regolando gli obblighi tra le parti. In altre parole, il socio si impegna a fornire una determinata prestazione a favore della società stabilita e inserita nello statuto della Stp. Se non la svolge non viene remunerato, quindi salta il vincolo.
In questo modo, con un unico strumento, vengono eliminati tutti gli svantaggi delle soluzioni dette prima e, ahinoi, molto utilizzate.
Fiscalità e vantaggi per la STP
Quanto alla fiscalità, la prestazione accessoria subisce la stessa tassazione prevista per i redditi assimilabili al lavoro dipendente. Abbiamo, quindi, una tassazione ordinaria.
Per quanto riguarda i contributi previdenziali, tali somme sono assoggettati alla cassa di appartenenza dei singoli soci.
Questo per quanto riguarda il socio professionista che le riceve.
La società, invece, deduce queste prestazioni come costi. Il che significa ridurre il reddito tassabile della Stp. Dunque, le prestazioni accessorie possono rappresentare un valido strumento di pianificazione fiscale per le Stp e un istituto utile a pagare i soci della stessa.
Conoscere la norma non basta: serve una strategia
Nel nostro ordinamento e sistema tributario, le soluzioni per ridurre le imposte a debito in maniera legale ci sono, ma non tutti le conoscono. Tra l’altro, la sola conoscenza non è sufficiente per applicare in maniera fiscalmente inattaccabile e scongiurare ogni possibile problema con il Fisco.
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