Tassazione dividendi 2026: cosa cambia per soci e aziende

Nel 2026 cambia la tassazione dei dividendi: senza una corretta struttura societaria si rischia un prelievo fiscale elevato

I dividendi sono uno dei canali principali con cui i soci vengono remunerati e la loro tassazione cambia in base al soggetto che li percepisce (persona fisica o società). Conoscere la loro tassazione è essenziale per evitare penalizzazioni e ottimizzare il carico fiscale.

Continua a leggere, in questo articolo vediamo come funziona la tassazione dei dividendi nel 2026 e quali strategie adottare per ridurre l’imposta in modo legittimo.

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Tassazione dividendi: addio all’esenzioni senza soglie

La tassazione dei dividendi dipende dal tipo di socio e dalla struttura societaria: persone fisiche pagano il 26% di imposta, mentre le società e le holding possono beneficiare di regimi agevolati.

Con la Legge di Bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025, n. 199) diventano definitive le modifiche al regime fiscale dei dividendi. Dal 1° gennaio 2026 cambiano i criteri per beneficiare delle percentuali di esclusione dal reddito, con un impatto diverso a seconda della tipologia di socio.

Il principio alla base della riforma è semplice: gli sconti fiscali vengono riconosciuti solo per partecipazioni “significative”, mentre per le partecipazioni minori si applica la tassazione piena. L’obiettivo chiaro della riforma è premiare i gruppi societari solidi e strutturati, penalizzando le micro-partecipazioni incrociate utilizzate in passato solo per eludere il fisco.

1. Tassazione dividendi – Soci persone fisiche

Per l’imprenditore persona fisica che incassa i dividendi direttamente (fuori dal regime d’impresa) la situazione resta invariata. I dividendi percepiti da soci persone fisiche provenienti da società non quotate sono soggetti a imposta sostitutiva del 26% (articolo 27 del Decreto del Presidente della Repubblica del 29/09/1973 n. 600). 

La riforma non incide sul regime dei soci “privati”, non vi è nessuna soglia o esclusione parziale, a prescindere dalla percentuale posseduta.

2. Tassazione dividendi – Soci società di persone

Per le società di persone (SNC, SAS) l’esclusione parziale dei dividendi dal reddito si applica solo se la partecipazione soddisfa uno dei seguenti requisiti:

  • almeno 5% del capitale della società che distribuisce

oppure

  • valore fiscale almeno pari a 500.000 euro.

Se la partecipazione rientra in questi parametri, continuano ad applicarsi le percentuali ridotte già previste (60%, 50,28% o 41,86% a seconda dei casi). Se invece la partecipazione è “minore”, la tassazione avviene sul 100% del dividendo, senza alcuna esclusione.

3. Tassazione dividendi – Soci società di capitali

Per le società di capitali e per gli enti commerciali la regola è analoga. Dal 2026 l’esclusione dal reddito del 95% dei dividendi spetta solo se la partecipazione rispetta almeno uno dei due requisiti (articolo 89 TUIR):

  • partecipazione ≥ 5% del capitale

oppure

  • valore fiscale ≥ 500.000 euro.

In assenza di tali soglie, i dividendi diventano integralmente imponibili.

I nuovi limiti valgono anche per i dividendi di fonte estera.

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Tabella riepilogativa tassazione dividendi (dal 1° gennaio 2026)

Tipologia socioRegime tassazioneCondizioni agevolazioniEffetto fiscale
Persone fisiche (fuori dall’impresa)Imposta sostitutiva 26%Nessuna sogliaTassazione integrale al 26%
Società di persone (SNC/SAS)Esclusione parziale del reddito (60%, 50,28%, 41,86%)*Solo se: ≥ 5% capitale oppure valore fiscale ≥ 500.000 €Se requisiti rispettati → tassazione ridotta

Se assenti → tassazione integrale
Società di capitali (SRL/SPA)Esclusione del 95% del dividendoSolo se: ≥ 5% capitale oppure valore fiscale ≥ 500.000 €Se requisiti rispettati → imponibile 5%

Se assenti → tassazione integrale

Confronto numerico – Tassazione dividendi 2026

Vediamo un confronto sintetico della tassazione dei dividenti tra le varie forme giuridiche.

SocioRegime fiscaleTassazioneImpostaNetto
Persona fisica Imposta sostitutiva26% su 100.000€26.000€74.000€
SNC/SAS – partecipazione che NON supera le soglieImponibile 100% + IRPEF scaglioni43% (ipotesi marginale medio-alta)43.000€57.000€
SNC/SAS – partecipazione ≥5% o ≥500.000€Imponibile ridotto (es. 50,28%) + IRPEF50.280€ × 43% = 21.620€21.620€78.380€
SRL/SPA – partecipazione ≥5% o ≥500.000€Esclusione 95% → imponibile 5% + IRES 24%5.000€ × 24% = 1.200€1.200€98.800€
SRL/SPA – partecipazione che NON supera le soglieImponibile 100% + IRES 24%24.000€24.000€76.000€

La differenza è evidente:

  • persona fisica → perde 26.000€;
  • società di persone non qualificata → perde 43.000€;
  • SRL holding con soglie → perde solo 1.200€.

Ottimizzazione tassazione dividendi: quando distribuire e quando reinvestire

Distribuire utili direttamente alle persone fisiche è un’operazione estremamente costosa. Subire un prelievo secco del 26% significa perdere istantaneamente oltre un quarto della ricchezza che la tua azienda ha faticosamente prodotto.

Prima di procedere con la delibera assembleare per assegnare i dividendi ai soci “privati”, è fondamentale fermarsi e valutare il reale costo di questa operazione, soprattutto perché esistono alternative legali e più efficienti per estrarre liquidità.

Dalla corretta strutturazione dei compensi amministratore, all’utilizzo di fringe benefit e rimborsi spese, fino a piani di welfare aziendale su misura: un imprenditore attento ha a disposizione diversi strumenti per remunerarsi senza passare per la scure del 26%.

Le aziende più performanti, infatti, scelgono di non innescare la gravosa tassazione dei dividendi a livello personale (che ti costerebbe il 26% secco) percorrendo strade molto più redditizie.

Utilizzare strumenti di pianificazione fiscale per remunerare i soci

Parliamo dell’implementazione di compensi amministratore ottimizzati, Trattamento di Fine Mandato (TFM), rimborsi spese chilometrici e forfettari, fringe benefit aziendali o royalties per lo sfruttamento di marchi. Queste soluzioni permettono di abbattere l’utile imponibile della società operativa (poiché rappresentano un costo per l’azienda) e, contemporaneamente, di mettere denaro nelle tasche dei soci con un carico fiscale e contributivo nettamente inferiore rispetto al prelievo sugli utili distribuiti.

Utilizzare la holding per blindare ridurre le tasse sugli tutili

Spostando la liquidità al piano superiore della tua architettura societaria (e rispettando le nuove soglie del 2026), ottieni tre vantaggi vitali:

  • meno tasse: la tassazione sugli utili trasferiti alla holding si abbatte all’1,2% effettivo, salvando praticamente tutto il capitale generato;
  • blindatura del patrimonio: gli utili soldi escono definitivamente dall’azienda a rischio e vengono messi al sicuro in una vera e propria “cassaforte” inattaccabile dai creditori dell’operativa;
  • reinvestimento: la holding può utilizzare questa enorme massa di liquidità, arrivata quasi intatta, per diversificare i tuoi asset (acquistare immobili a reddito, investire in strumenti finanziari o finanziare nuove attività).

Pianificare prima di distribuire

Una pianificazione fiscale accurata è fondamentale per ottimizzare la distribuzione degli utili e scegliere la strategia più vantaggiosa, sia per persone fisiche sia per società. Questo ti aiuterà a evitare tassazioni eccessive e a proteggere al meglio i tuoi guadagni.

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FAQ tassazione dividendi: le risposte alle tue domande

Come funziona la tassazione dei dividendi per i soci?

La tassazione dei dividendi dipende dalla natura giuridica del socio e dal tipo di società. Per i soci non imprenditori, i dividendi sono soggetti a una ritenuta a titolo di imposta del 26%. Per i soci imprenditori, i dividendi concorrono a formare il reddito d’impresa e sono tassati secondo le regole dell’attività imprenditoriale

Come ridurre la tassazione dei dividendi legalmente?

Per evitare la tassazione sui dividendi, l’utile non dovrebbe essere distribuito. In molti casi, infatti, è preferibile usare gli utili per autofinanziare o investire in azienda, altre volte è possibile prelevare gli utili senza pagare tasse attraverso l’attuazione di una strategia di pianificazione fiscale.

Come funziona la tassazione dividendi per una holding?

La tassazione dei dividendi per una holding può variare a seconda della forma giuridica della holding e dei soggetti che percepiscono i dividendi. In generale, se la holding è una società di capitali, i dividendi percepiti da altre società di capitali sono soggetti a una tassazione parziale, con esenzioni che possono arrivare fino al 95% in determinate condizioni.

Quanto si paga di tasse sui dividendi nel 2026?

Nel 2026 la tassazione dei dividendi segue regole specifiche in base alla tipologia di socio e alla struttura societaria. È fondamentale distinguere tra la tassazione dei dividendi per le persone fisiche (soggette a imposta del 26%), soci società di persone (soggetti a IRPEF) e soci società di capitali (soggetti a IRES).

Che differenza c’è tra utile dividendi?

L’utile possiamo definirlo come la quota di denaro complessiva che la SRL, ad esempio, ha guadagnato durante l’anno. Il dividendo, invece, è la porzione di utile che viene erogata ai soci.

Quando versare la ritenuta del 26% sui dividendi?

Le società che hanno distribuito dividendi nel quarto trimestre del 2025 devono versare, entro il 16 gennaio 2026, le ritenute a titolo d’imposta del 26% tramite il Modello F24. La stessa scadenza si applica anche alle ritenute sui dividendi in natura corrisposti ai soci.

Come evitare il 26 sui dividendi?

La ritenuta del 26% sui dividendi può essere evitata grazie all’utilizzo di specifici strumenti di pianificazione fiscale: garantiscono un fonte di “reddito” per il socio, evitando di distribuire gli utili e quindi tutta la tassazione che ne consegue.

Come abbattere gli utili?

Una strategia per abbattere l’utile della SRL è l’utilizzo del TFM (Trattamento di Fine Mandato). Si tratta di un compenso differito che la società riconosce all’amministratore, similmente al TFR per i dipendenti. Come il TFR, anche il TFM è integralmente deducibile.

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