I tributi sono un pagamento obbligatorio effettuato dai contribuenti e versato nelle casse dello Stato o di un ente pubblico per finanziare la spesa pubblica (istruzione, sanità, sicurezza, infrastrutture e servizi sociali). Esistono diverse tipologie di tributi, ognuna con una propria funzione e tutti disciplinati dal diritto tributario, che stabilisce le regole per la loro istituzione, riscossione e accertamento. Continua a leggere: in questo articolo vediamo cos’è un tributo, quante tipologie esistono e qual è la loro funzione.
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Il ruolo dei tributi nella fiscalità d’impresa
Cosa sono i tributi?
Il tributo è un prelievo coattivo che lo Stato o un ente pubblico, richiede ad ogni singolo cittadino. Una somma di denaro, che, sin dai tempi dell’antica Roma, e nel corso dei secoli , ha rappresentato e rappresenta ancora oggi, l’espressione dell’esercizio della potestà di un ente sovrano (che sia lo Stato, un ente pubblico o amministrativo).
In altre parole, il significato di tributo non è altro che che il pagamento obbligatorio versato nelle casse dello Stato o di un ente pubblico dai contribuenti. Secondo la Costituzione, che regola mediante l’articolo 23, tra l’altro anche la disciplina del tributo, “nessuna prestazione patrimoniale o personale può essere imposta se non in base alla legge”.
Lo scopo del tributo è quello di finanziare la spesa pubblica, ovvero tutte le attività che lo Stato o un ente pubblico svolgono per garantire il bene della collettività. Quindi, il pagamento di un tributo, è un dovere civico per finanziare tutte quelle attività necessarie a garantire il benessere della collettività; ad esempio:
- Istruzione;
- Sanità;
- Sicurezza;
- Infrastrutture;
- Servizi sociali.
La somma dei tributi vanno a formare il gettito fiscale di uno Stato.
Classificazione dei tributi
I tributi possono essere suddivisi e classificati in tre grandi categorie di prestazioni:
- Imposte: prelievi generici che non prevedono una controprestazione da parte dello Stato;
- Tasse: prelievi commisurati all’utilizzo di un servizio specifico;
- Contributi: prelievi destinati al finanziamento di un’attività specifica.
La suddivisione per distinguere lo scopo del prelievo coattivo:
- Imposte: finanziano i servizi indivisibili fruiti dalla collettività (ordine pubblico, giustizia e difesa);
- Tasse: finanziano i servizi divisibili fruiti individualmente o da gruppi di persone (illuminazione pubblica, raccolta rifiuti e manutenzione strade);
- Contributi: finanziano attività di natura previdenziale o assistenziale (previdenza sociale o assistenza sanitaria).
Dunque, anche se nel linguaggio comune vengono utilizzati spesse volte come sinonimi, presentano delle differenze abbastanza nette tra di loro che vedremo meglio nel prosieguo.
Imposte
Le imposte sono così definite come prelievo coattivo, da parte dello stato, allo scopo di finanziare dei servizi pubblici e per far fronte agli interessi generali. In buona sostanza, l’imposta viene versata dal contribuente al fine di contribuire al bene pubblico, quindi rappresentano uno strumento necessario per finanziare la spesa pubblica.
Le imposte si dividono in imposte:
- dirette
- e indirette.
Le imposte dirette sono quelle che vanno a colpire direttamente la ricchezza già esistente, il patrimonio, oppure quella che si sta producendo, ovvero il reddito, del contribuente. Tra queste possiamo citare:
Le imposte indirette, invece, vengono definite tali perché colpiscono la ricchezza in maniera indiretta. Esse si applicano al consumo o al trasferimento di un bene o ricchezza. Tra queste possiamo citare:
- Imposta di registro;
- Accisa;
- Imposta di bollo;
- IVA.
Tasse
Le tasse sono una tipologia di tributo che i cittadini devono versare allo stato sulla base del cosiddetto ‘principio di controprestazione’, che prevede il pagamento di un corrispettivo in denaro per un servizio offerto dallo Stato.
Un esempio di tasse possono essere:
- le tasse universitaria;
- la tassa dì iscrizione a un albo professionale;
- la tassa sui rifiuti solidi urbani (TARI);
- le tasse aeroportuali.
L’ammontare delle tasse è generalmente proporzionale al beneficio ottenuto da quella specifica tipologia di servizio. che il contribuente trae dall’utilizzo del servizio.
Contributi
I contributi, rappresentano un tributo nei confronti dello Stato per i cittadini che traggono un beneficio di natura individuale da opere o servizi di rilevanza generale. In altre parole, parliamo di prelievi destinati al finanziamento di un’attività specifica come la previdenza sociale, l’assistenza sanitaria e altre attività di natura previdenziale o assistenziale.
Un esempio di contributi, infatti, sono:
- Contributi previdenziali o assistenziali: pagamento di enti come l’Inps e altre forme di welfare.;
- Contributi servizi pubblici: pagamento per l’accesso a servizi pubblici specifici (ad esempio, l’ingresso e l’utilizzo di determinati infrastrutture).
Le funzioni dei tributi
I tributi possono avere tre funzioni principali:
- funzioni acquisitive, sono quelle atte a garantire allo Stato, o all’ente pubblico, le risorse necessarie per il finanziamento della spesa pubblica, o per garantire il funzionamento e il raggiungimento di particolari obiettivi nel corso del tempo.
- funzione redistributiva, nel caso in cui, si decide di rivedere la ripartizione dei contributi per garantire un principio di equità e di giustizia sociale.
- funzione promozionale, se sono volte a incoraggiare e favorire, o al contrario, a disincentivare determinate condotte dei cittadini e possono prevedere l’introduzione di una serie di agevolazioni fiscali, o, al contrario, l’obbligo di penalizzazioni fiscali allo scopo di dissuadere i contribuenti.
Il funzionamento dei tributi viene disciplinato dal diritto tributario, il quale stabilisce tutte le regole per la loro istituzione, riscossione e accertamento.
FAQ Tributi: le risposte alle tue domande
I tributi sono prelievi obbligatori effettuati dallo Stato o da un ente pubblico per finanziare la spesa pubblica. Sono disciplinati dal diritto tributario che ne regola istituzione e funzionamento.
I tributi sono suddivisi in tre macro aree: imposte, tasse e contributi. La suddivisione permette di distinguere i prelievi effettuati dallo Stato o dagli enti pubblici in base al loro obiettivo e utilizzo.
Le tasse, in realtà, sono un tipo di tributo. Più nello specifico, una specifica categoria prelievi commisurati all’utilizzo di un servizio specifico. Ad esempio, la tassa sui rifiuti solidi urbani (TARI).
Un’imposta è un prelievo coattivo di reddito effettuato dallo Stato per sostenere la spesa pubblica. Si differenziano dalle tasse perché al pagamento di un’imposta non è direttamente collegata la controprestazione di un servizio.
Tributi e pianificazione fiscale: come gestirli al meglio?
La gestione dei tributi è fondamentale per ogni impresa e può fare la differenza tra risparmiare risorse da reinvestire nel business o vederle erose dalle imposte.
Esistono due approcci principali:
- gestione efficiente: consente all’azienda di risparmiare e utilizzare quei risparmi per far crescere l’impresa o valorizzare i dipendenti;
- gestione inefficiente: vede gran parte del reddito eroso da tasse, imposte e contributi, limitando le possibilità di sviluppo.
Per ottenere una gestione efficiente è indispensabile avviare una pianificazione fiscale mirata, supportata da professionisti esperti e sempre aggiornati sul quadro normativo italiano. Solo così puoi cogliere le opportunità di risparmio e proteggerti dagli accertamenti fiscali.
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